"Solo comprendendo maggiormente il mondo si tocca da vicino una libertà reale". Il viaggio stesso, che ho scelto di far diventare vita, è il mio principale compagno. Qui prosegue il racconto di una vita da ramingo, la mia, che ho iniziato tempo addietro. Questo è per voi, per chi non può viaggiare, ma ha voglia di conoscere. Il mondo mi ha contaminato e spero che questi stralci possano un po' contaminare anche voi.
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venerdì 8 luglio 2016
martedì 3 novembre 2015
Si torna alla base. Un'altro treno, un'altro amore di viaggio, passa e lascia il segno.
Visto che da tempo il mio diario, il mio blog e' diventato molto più personale, visto che non mi limito più solo al viaggio esteriore, da tempo, devo essere coerente, con me stesso e con chi trova il tempo di seguire questo pezzo di vita. Quindi e1 giusto che cioè che di importante accade venga messo giù, altrimenti mi sentirei un ipocrita, ma certo bisogna sempre considerare che è il mio diario quindi qui e1 tutto un mio personale punto di vista, la mia realtà sul mondo. Quando viaggi per sempre, tante cose accadono, di ogni tipo. Questa è una.
Così è ora di tornare a casa. O
meglio alla base visto che tutto è “casa” da diversi anni. Non potrei non
sentirmi a casa a Burgos ad esempio. Pronto per ripartire… Il cellulare mi lascia.
Appena tornato dall’Italia, dove l’avevo spedito per risparmiare soldi. Alla
fine ho speso uguale, tra spedizioni, ritardi, errori di chi lo doveva far
riparare. Un macello e due mesi buttati. Una settimana dopo e’ andato per conto
suo, s’è spento. E’ partita la scheda madre e non ho più la garanzia per
quell’errore appunto. Nulla mi tocca rimanere, farlo riparare qui, che non lo
riparano ma lo sostituiscono per la bellezza di 370 euro e un grazie. Quindi
rimando il viaggio di tre giorni, porto il cellulare al servizio e non sapendo
che fare trovo un inaspettato appuntamento, per la serata, con una spelndida
ragazza completamente tatuata.
Quando
dici che non tutto il male viene per nuocere.
Quando
non sai a che cosa, cristo santo, ancora una volta, stai per andare in contro.
Arriva
un altro treno pronto ad investirti ragazzo mio, e’ a colori, e ti farai
fregare un’altra volta. Bene. Si vive anche per questo.
Ed
eccomi spendere la mia terz’ultima serata a Makati con questa spelndida donna
con degli occhi che mi sembra di conoscere de sempre. Ci conosciamo, ci
riconosciamo. Una birra al Cafe de Courieaux in Burgos, una pizza da Gino’s a
Bel-Air, un salto allo speakseasy bar The Curator, due Old fashioned and due
Bye Bourbon Sazerac che mi sembra di non essere più a Manila. Poi via andiamo
ad incontrare altri amici sull Terrazza dello Z hostel, l’ostello che è
diventato uno delle venue più in voga nella Makati dei ricchi locals e degli
expats. Dove tra l’altro ho speso le prime 4 notti di questo mese in Makati.
Appena arriviamo sulla terrazza una mia amica mi guarda e mi fa un gran sorriso
e si avvicina, in un secondo ha capito tutto, c’era effettivamente qualcosa di
strano tra di noi. Mi sussurra: Sei
stato molto fortunato. Si balla e ci si
diverte, si entra sempre più in sintonia, se questo fosse possibile. Si ballava e si parlava senza parole. Lei
dice, poi, andiamo a ballare… Sarà stato un po’ d’alchool, sarà stato che non
ci stavo capendo più un cazzo, sarà che appunto, stavamo già ballando: Io l’ho presa come un invito ad un altro tipo
di ballo. Quindi ci siamo avviati, verso il centro di Burgos, dove io avevo la
camera. Dopo pochi metri lei mi fa: Allora? A quale locale mi porti? Io sorrido
e capisco che ho preso un granchio niente male, quindi le domando: Fammi
capire? Dove vuoi andare a ballare? Perché a quest’ora, a questo punto, io
posso prendere il tuo invito in diversi modi. Lei ride, chiaramente con malizia
e si rende conto che il suo invito, era stato frainteso, ma non sembra
dispiacerle, quindi dico andiamo su. Ci beviamo una cosa da me e riflettiamo
sul dove andare. Equo no?
Andiamo
su con una birra e fumiamo. E parliamo. E parliamo come piace a me, della vita,
delle cicatrici e del come siamo arrivati fino a qua. E facciamo mattina e ci
guardiamo. E ci baciamo. E ci addormaentiamo. O meglio lei si addormenta. Io mi
ritrovo a fissare una persona per la prima volta in vita mia per quasi un’ora
mentre dorme. Ne ho guardati tanti di amori accanto a me a riposo, ed e’ smepre
bello. Quel senso di fiducia riposta in te da parte di una persona che sta
spendendo un bel momento. Passa oltre un’ora prima che io mi addormenti
fissandola.
Ci
svegliamo e staimo insieme fino al pomeriggio, direi qualcosa più d’un bacio
tra quelle mura. Ci lasciamo per poche
ore per rincontrarci. Andiamo a ballare mi fa? Certo. Black Market. Uno dei
posti migliori in città se vuoi sentire buona musica. Black markt lo conosco.
Ci vediamo lì.
Proprio
lì credo, al Black Market di Makati, per la prima volta dopo due anni, mi sono
innamorato di una donna. Ancora alla velocità della luce. O almeno ho creduto
di essermi innamorato, in queste situazioni tutto è sempre molto poco definito,
non che poi definirlo abbia importanza alcuna. Avevo le faralle nello stomaco.
Ecco, quelle credo di non averle avute da quasi dieci anni. Qualcosa a cui non
ero assolutmente pronto, né abiutato e che sicuramente non volevo.
Ecco
Fatto. Si presenta bella come il sole. Mi buca il petto con lo sguardo. E io lì, ebete, sicuro di me sino alla morte
e questa, una serata, boom: Sei un idiota Jimi. You know it right?
Ora
perché idiota? Perché lei ha una situazione, che non sto qui a descrivere per
privacy, che non è delle più floree per iniziare una relazione a distanza poi,
un’ora d’aereo. Tre bandiere Rosse. Jimi you are an idiot, and you know it.
Non
ce posso far niente. Il treno corre ed è massivo. E io sono sui binari, lo vedo
arrivare da lontano, ma non posso farci nulla, come fossi sotto in un sogno che
si sta per trasfomrare in un incubo. Cosa che più di una metafora era la realta
che stavo vivendo. E ne ero “inconsapevolmente cosciente” .
Well,
sti cavoli. Prendimi in pieno petto, lo posso gestire. NO?
E’ e
sarà comunque tutto un illsuione, perché farsi troppi problemi.
Paassiamo
un’altra notte insieme. Mi ritrovo ancora a guardarla, a seguire le linee,
sulla schiena, dei suoi tatuaggi. Credo di aver pianto, ero felice, ma più che
piangere era qualche lacrima di liberazione, ammetto di aver pensato a lungo
che non mi fosse più possibile sentire qualcosa di più profondo della spimpatia
per una donna con cui vorrei passare massimo un lungo week end… Mi sono
sentito… Guarito.
E al solito, spaventato. E mo? Che me ‘nvento?
Io sto lì, questa c’ha na vita qui.
L’ultmo
giorno non ci vediamo, dico è più semplice, parto per Bohol, vediamo che succede,
vediamo come ci sentiamo.
E come
vuoi che ci sentiamo. Lei si attacca come non mi aspettavo, scrive parole che
sembra lei l’Itaiana e io il filippino. Ancora, non me l’aspettavo. Dentro di
me ho quasi cercato una via d’uscita. Io non l’ho trovata, ma me l’ha data il
destino.
Ve
giuro, mi sono salvato. Ma prima di questo…
Lei
viene qui, la invito, devo rivederla. Quasi quattro giorni, cullati da una
tempesta tropicale che praticmaente ci chiude in casa, tranne un ora per
reglaarci un po’ d isole in spiaggia. Si plae la tempesta ogni sera. Quatto
giorni che sono un amssacro per quanto sono stati un sogno sotto ogni punto di
vista.
Davvero
splendidi, e ‘sti cazzi come finirà. Dai che vale smepre la pena viverle ste
cose.
Poi
parte, piangendo, cosi mi disse.
L’ho
rivista una volta. Dopo poco più di una settimana, tornato quattro giorni a
Manila. Perché ho spaccato ancora il cellulare il primo giorno che lei e’
sparita, causa incidente in motorino., nemmeno un te sei fatto male. E perché
era già ora di chiudere tra noi, chiaramente. E poi dovevo volare in Taiwan per
comprare la mia nuova macchian fotografica.
Difficilmente
ho sentito tante mezze verità, tante parole buttate li a caso, finte scuse.
Difficilmente in vita mia c’è sato qualcuno che mi ha mancato così tanto di
rispetto da ferirmi gratuitamente. Me la sono presa con me stesso, chiaramente.
Coglione io che t’ho offerto il fianco, coglione io che ho creduto alle tue
stronzate, ma questo è il viaggio, e il viaggio è vita e non faccio nessun
errore. Faccio solo altre esperienze, imparo altre lezioni. Quindi ringrazio
comunque quell’anima che ha saputo regalarmi attimi meravigliosi e unàaltra
piccola cicatrice, che porto con orgoglio.
Solo
che stento a riconoscere questa donna e la cosa mi colpisce, diversi occhi, un
espressione diversa, come se qualcosa fosse stato spento. Come se qualcosa
fosse successo, ma giura, non è successo nulla. Eppure non sei tu.
Ci
vediamo in un’altra vita.
O
magari più in la in questa.
Beh
in questa e’ dura, sono allergico alle stronzate, ma sai, mai dire mai.
Il
treno e’ passato, m’ha preso in pieno petto.
Ha
fatto male, ma sai che c’è? Era vero, potevo ero pronto a prenderlo, posso
gestirlo. Mi serve un giorno solo. E una notte.
Chiaramente
la notte con una delle mie amiche giù a Burgos.
Perché
se e’ vero che il sesso non e’ un rimedio, vi giuro, che e’ un ottimo
antidolorifico per dormire bene e tirare fino al nuovo sole, che porta sempre,
almeno a me, di nuovo il sorriso.
E’
un altro giorno, Un’altra avventure. Si Torna ancora, alla Base.
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sabato 26 settembre 2015
Manila e la sua lunga notte tra peccato, povertà e carte di credito rotanti. This is Makati nightlife.
Volge al termine la mia Makati e ho davvero
festeggiato tanto. Il vento ha iniziato a soffiare pochi giorni prima del previsto, ma rimarrò fino alla fine del mese. Devo dire che questo mese è servito, mi ha scaricato. Fuori a far festa ogni sera per i primi quindici giorni,
fino a mattina, tutti giorni. Il mio fisico ha ceduto per due giorni, febbrone.
Al solito un po’di acqua bollita con zenzero e succo di calamansi e tutto passa
in fretta. Una delle due sere con quasi quaranta di febbre mi sono presentato
in un bar dove vado spesso a giocare a biliardo, per vedere la partita di Champions
della Magica Roma contro il grande Barcellona, al gol di Florenzi, che ha
tirato dalla sedia accanto alla mia qui a Makati, non sapevo che fare non
riuscivo a crederci, non riuscivo a urlare, mi son messo le mani nei capelli e
mi guardavo interno cercando di capire se qualcuno avesse capito cosa fosse
successo, che gesto di meraviglioso calco era stato prostrato sotto i nostri
occhi. Un ragazzo accanto a me che guardava la partita e mi chiese se amassi il
calcio (Io so daa Roma, risposi in perfetto…Inglese), mi guardava dopo il gol
come niente fosse accaduto, come se Davide inaspettatamente non avesse accecato
Golia scagliando il sasso dalla terra dei fuochi; come se Frodo Florenzi non
avesse gettato l’anello dalla cima dell’Everest in barba a Messi nei panni di Sauron.
Niente.
Mentre
immaginavo a Roma cosa stesse succedendo, immaginavo morti allo stadio, gente
che volava tra una curva e l’altra, i pub distrutti… Una guerra suburbana in
cui anche quelli che ci stavano rimettendo erano a fare festa, almeno sino alla
mattina dopo. Qui niente, poi un ragazzo, l’istante dopo urla: “Hey Guys! Look
at this guy! Look what he did!”, il Bolt nascosto in me (molto nascosto) mi ha
dato l’energia necessaria per uno scatto felino verso il ragazzo che aveva
ammirato e allora Abbracciamose Forza Roma!
Invece
niente.
A parte
un singolo commento entusiasta, nulla. Qui nun se fa festa… E vabbè, 1 a 1
palla al centro, vedemo che succede e speriamo che la febbre non peggiori che
domani sera ho un appuntamento…
![]() |
| View from the Gramarcier71 |
Mi sono
dato al dating selvaggio ed è stato divertentissimo (la partita intanto è finita
1 a 1 come è o fu noto), è stato
interessante, diverso, divertente, incontrare così tante persone, donne,
ragazze, e conoscere cosi tante diverse storie, con il fine ultimo, spesso più
del sesso, di avere una serata piacevole con una persona del tutto nuova, in
cui entrambi siete spinti a flirtare il più possibile.
Beh
se all’inizio, Manila non mi piaceva a parte la solita passeggiata a Chinatown
(sono consapevole che sia una mia cosa
personale, io adoro le Chinatown), ora devo dire che sono un fan della notte di
Makati. La Makati night life è ricca di scelte, ha la sua faccia più lurida
nell’essere una tipica Sin City asiatica, la faccia del peccato, ma è famosa
anche per la sua mondanità glamour ricca dei grandi rampolli delle famiglie di
costruttori, ricca di modelle e attrici, dei grandi eterni giovani proprietari
di imperi Roiale Estate, la notte di Makati sa esser sfarzosa e lussuriosa in
bar al settantunesimo dove fumi una narghilè, rigorosamente shisha da queste
parti, in un club con un taglio da jet-set newyorkese per poi portarti in tarda
notte in uno dei club dove la musica è techno di alto livello, la gente è
quella a cui piace far vedere i soldi e le carte che ruotano tipo pugni del
grande Mazinga. Bisogna dire che il divertimento, anche nell’ambiente più
superficiale di Manila, è reale in questa Makati night life, e dura sempre sino
a mattina.
Storie.
Ventiquattro ore al giorno. A Burgos, Makati, Manila.
Venghino
signori, venghino.
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martedì 15 settembre 2015
L'isola delle streghe
Non
posso evitare di menzionare Siquijor.
Sono stato ben due volta. La prima per un evento che mi attirava molto. La
festa dei guaritori. A fine Aprile. DA capire che Siquijor è l’Isola della stregoneria
qui nelle Filippine, dove la superstizione è molto forte, dove il cattolicesimo
che regna in maniera potente nel paese, qui si spezza, si allenta e si mischia
con la cultura locale, antichissima. Tanti i guaritori, tra massaggiatori,
pranoterapeuti e similari, molti bravi altri chiaramente poco più che buffoni
per turisti. Pochi gli sciamani, pochissimi e rarissime le Mananagal. Mananagal
è la figura più nera, più oscura, che suscita più paura nelle filippine. Tra
magia mera, malocchio, sciamanesimo voodoo e stregoneria della più crudele le
Mananagal (generalmente donne) sono rispettatissime, temutissime, suscitano
vero e proprio terrore. Anche chi è lontano dall’isola, chi non crede a queste
cose non vuol avere niente a che fare con loro. E’ roba oscura. E in qualche
modo, che ci si creda o no, lo è davvero. Anche solo per la fortissima
manipolazione mentale che sono in grado di effettuare. La gente muore, davvero
come fosse nulla, senza spiegazioni, talvolta a Siquijor e per tutti, senza
dubbio è la Mananagal. La mananagal cosparge dell’olio di cui ignoro la
provenienza sull’addome e così facendo divide il suo corpo in due: busto che
vola via e fianchi e gambe. Vola nella notte alla ricerca di bambini ancora nel
feto della madre. Per nutrirsi di loro, togliendo chiaramente loro la vita.
Dicevo, oscuro, maligno, bieco.
![]() |
| Bolo Bolo healer |
Quasi
impossibile entrare in contatto con una Mananagal, e ci hi provato, ma non in
maniera persistente, almeno la prima volta che sono stato, una settimana, la
seconda volta solo tre giorni ho lasciato perdere. Tornerò e sarò più attivo.
Devo vedere, devo capire e non ha chiaramente paura, anche credendo fortemente
che parte della leggenda sia vera. La mia mente è molto aperta e ciò che spesso
viene definito soprannaturale, che invece è del tutto naturale, per me
appartiene a questo mondo, solo in una differente sfera di realtà che la gente
si rifiuta di vedere. Voglio capire fino a che punto una Mananagal sia maligna,
fino a che punto la leggenda e questo potere oscuro si mischiano ad una delle
realtà tangibili. Sta di fatto che due notti di fila cose strane, diverse,
inquietanti sono successe. Non ho bene
le parole per descriverle, ma diciamo che nel mezzo del nulla, in una strada
dove regnava buio pesto e la luce del mio scooter fendeva la questo nero totale
ho incentrato una signore ferma al lato della strada, fissando il nulla.
Ripeto, nel mezzo della notte, come fosse una sonnambula, ma immobile, la
sua mente era da un'altra parte. Una
corrente elettrica passò il mio corpo da parte a parte. C’era qualcosa. La
notte seguente, faccio la stessa strada, senza pensarci, passo nello stesso
punto, nero più completo scena simile, ma questa volta un ragazzo alto e un
bambino. Fermi, nel nulla, capo chinato da un lato per entrambi. Completamente
assenti. Non so se riesco a porgere voi una vaga idea di quello che ho provato,
ma non era una sensazione piacevole. Questo aggiunto al fatto che se chiedi in
giro, storie del genere a Siquijor accadono tutti i giorni.
Questa
è l’isola delle streghe, un isola stupenda, piccola, con una marea una marea
che si alterna e lascai spazio a spettacolari paesaggi, dove mi siedo con gli
amici per interminabili Jam session. Dove ho imparato un po’ meglio a suonare
il Jambè e ad essere in sintonia con i ritmi del gruppo. Ho lasciato qualche
amico che tornerò a trovare a Casa Miranda, una sorta di Family house albergo,
perfetto per viaggiatori a lungo termine e backpacker, un luogo dove ti senti
subito a casa. In qualche modo Siquijor è il mio posto preferito nelle
Filippine.
sabato 12 settembre 2015
Balesin ed eccoti servito il Sommelier Italiano
Lasciata
Bohol il progetto era andare due mesi in Indonesia, tornare alle Gili Island
dove passai un bel periodo con Silvia, nel mio secondo anno di viaggio, andando
a ritroso in questo blog troverete tanto sull’Indonesia…
Invece
le cose son cambiate. Lasciata Alona beach con qualche amico per visitare
Siquijor, l’isola della stregoneria che era già venuto a visitare a fine Aprile
per una settimana mi arriva una chiamata, una proposta di lavoro. Vitto
alloggio, paga piccola, su un isola privata a Nord ad insegnare Diving e nel
caso riesca a trovare spazio mi si dava la possibilità di insegnare Yoga.
Questo effettivamente dopo aver dovuto cancellare un lavoro precedentemente accordato.
La famiglia conosciuta una sera sulla spiaggia di El Nido, mi contatta a metà
aprile per fare loro da insegnante di Yoga personale. Ora io non volevo diventare
insegnante di Yoga eppure pare che lo Yoga mi perseguiti, paga discreta, vitto
e alloggio e il mio si. Questo per poi cancellare, da parte loro, il tutto, ad
8 giorni dall’inizio del lavoro, per dire la correttezza, ma vista la
perfezione del mondo non mi lamentati, si vede che per me qualcosa era
previsto. Infatti Balesin Island era sulla mia strada, L’isola privata di Mr.
Ongpin, tra i quindici uomini più ricchi nelle filippine. Accetto. Quindi da
Siquijor con John, Mila e Jason ci dirigiamo per altro diving a Dumaguette, sull’isola
di Negros e ad Apo Island. Gran diving. Saluto loro, li rivedrò, credo, sicuramente
John. Mi dirigo prima a Malapascua, per fare immersioni con gli squali Volpe,
una cosa da sogno. Lo squalo volpe è uno squalo simpaticissimo con una pinna
posteriore lunghissima, una cosa incredibile. Beh a Malapascua c’è anche la mia
bambolina, soprannome della mia bellissima cinesina che raggiungo per altri
quattro giorni d’amor tra luna e oceano…
Con
una lacrima, perché lo so, io mi affeziono a posti e persone mi tocca salutare
CiaoCiao, soprannome sempre suo dato dai suoi amici (in verità si chiama
HanQuiao, e si legge Hanciao). Direzione Balesin.
Ecco
Balsein è un isoletta piccolissima, bellissima, resort privato dove per
accedere bisogna essere soci, la tessera costa tipo centomila euro, ‘na
cosetta.
Beh
il posto è bello, il lavoro praticamente nulla, non faccio nulla tranne poche
immersioni in una discreto relitto d’aereo e poco più. M’annoio principalmente:
Un po’ di yoga la mattina, meditazione e a prendere il sole. Questo è il mio
lavoro. Il primo mese. I ragazzi dello staff son simpatici, si passa del tempo
insieme, ma siamo un po' diversi, quindi talvolta ci si diverte, ma non
stringiamo grandi amicizie, che per me è piuttosto insolito, divento amico più
con Luisa, la ragazza baffuta (altrimenti anche carina) e giovane della
concierge, vero angelo custode.
Divertente
è il secondo mese: mentre il primo passa solo tra poco diving e qualche lezione
di yoga il fine settimana, molto ben pagata, il secondo vengo notato dal CEO
dell’isola per via della passione in comune, in comune anche col proprietario
che ha una villa enorme in toscana, del vino. Visto che si organizzando
incontri di degustazione il sabato, vengo invitato a condurne uno insieme al
CEO, credo per testarmi. A metà dell’incontro il EO mi si avvicina ed
entusiasta mi fa: Beh sei assunto come sommelier ufficiale dell’Isola. Un mio
interiore grande ringraziamento vola vero il grandissimo Sandro Sangiorgi,
grande Maestro, come ti racconta lui un vino non lo fa nessuno e ovviamente io
chiacchierone ho preso da lui. Quindi la paga si alza vertiginosamente ed
diventa moooolto buona più alloggio migliore e vitto che diventa illimitato.
Ottimo direi. Nel frattempo facendo diving scopro anche un sito inesplorato
meraviglioso una sorta di labirinto di passaggi e caverne a 10 metri,
illuminato da fessure e camini che rendono l’esplorazione sicura e non troppo
ardua. HO un bellissimo incontro con una grossa aragosta decisamente anziana in
una della caverne più nascoste, dove probabilmente mai uomo aveva messo piede.
E’ una bella soddisfazione.
Mai
lamentarsi, sempre accettare ed attendere ad occhi ben aperti. Se ti lamenti
non vedi quello che passa davanti e esteriorizzi negatività invece di
magnetizzare cose positive. Alla fine dei due mesi sono quasi dispiaciuto di
lasciare il paradiso noioso di Balesin, ma mia attende qualche giorno di party
furioso a Manila. Questo qualche giorno si trasformerà in quasi un mese, beh 15
giorni per ora con una prevista puntatina a Taiwan tanto per visitare un posto
nuovo (ho incontrato un californiano che vive li mentre ero all’ostello i primi
giorni a Manila) e per comprare la nuova Sony.
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