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venerdì 2 novembre 2012

Agosto in Malesia. Isole, amici e diving.




Il mio viaggio in Malesia è una sorta di pre-luna di Miele, due settimane corte tra Palau Kapas, una splendida selvaggia isola, piccola sulla costa malese che s’affaccia sul golfo. Davvero una scoperta piacevole. Arrivati in Malesia dovevamo capire dove spendere un paio di giorni in attesa di incontrare i nostri amici venuti dall’Italia. Guardando la cartina e seguendo alcune guide locali abbiamo soggiornato a Merang una notte (niente di che) e poi 15 minuti di barca per raggiungere Kapas Island (Palau). Semplicemente strepitosa. Naturale, non contaminata, niente motori sull’isola. Solo natura e mare fantastico. Dopo pochi giorni insieme ai nostri amici spendiamo una settimana alle Pherentians, isole bellissime, alquanto turistiche, rese “expensive” a causa dei trasporti consentiti solo tramite barchette gestite dai locali che per ogni spostamento ti spennano!!! Spendi due lire per dormire e una fortuna per spostarti di una spiaggia, ridicolo. Le Pherentians sono due isolette, la piccola è più backpacker, leggermente più economica e più festaiola, la grande è più bella, più tranquilla, e un filo più costosa. Detto qusto si e no dieci euro per un carinissimo bungalow sulla spiaggia, mi sembrano sempre molto sostenibili (soprattutto in due).
Le pherentians sono famosa meta di Diving, occasione colta, 5 immersioni, comprese due in due relitti, uno dei due (Sugar wrck), famoso dive spot, relitto stupefacente, un peccato davvero non esser potuti entrare (tornati a koh tao ho preso la specializzazione per relitti, in maniera da poter entrare senza problemi, legalmente, quando concesso).
Il diving continua ad esser un’esperienza unica.
Interessante incontro alle Pherentians con Mak, un malese cinese di Kuala Lumpur. Scambiamo opinioni sulla città, più che altro gli spiego le mie perplessità, che in parte concorda, ma aggiunge molto. Capisco che, come sempre, se avessi visitato la città con un locale, l’impatto sarebbe stato diverso. Mi spiega come KL è da loro considerata una “città del peccato” e come si spende una piacevole serata al Karaoke in compagnia di ragazze vietnamite…
Mak è una persona interessante un po’ “avvelenata” con il buddhismo, lui cristiano protestante. Spero di rincontrarlo se dovessi passare da KL, cosa probabile per il volo in Australia.
Ultima tappa malese è Kota Baru. Città bisfrattata e presa in considerazione solo per prendere visti per la Thailandia. Causa feste nazionali siamo costretti a rimanere nella cittadina 4 giorni che ci lasciano il tempo di scoprire qualcosa in più della cultura locale, di capire ancora di più il rapporto tra le varie parti di questa nazione: Malesi (generalmente musulmani), cinesi, indiani. Kota Barhu come tutta la provincia è fortemente musulmana. Scopriamo uno strepitoso mercato, io vado pazzo per i mercati e Brit lo stesso, dove spendiamo parte delle nostre giornata scoprendo dolci locali,  scattando foto, intraprendendo interessanti conversazioni. Kota Barhu, che tutti non considerano, o che considerano come brutta e noiosa cittadina si trasforma in un posto interessante per noi.
Infine si torna a casa (Koh Tao) con un semplice e comodo treno notturno, dopo il secondo autostop (brevissimo) da viaggiatore. E’ stato bello scoprire un’altra parte della Malesia, nazione incantevole a livello naturale, terribile a livello architettonico. Continuo a pensare che l’architettura neo-musulmana sia la più brutta che la mente umana possa concepire.

venerdì 2 settembre 2011

L'ostello, il visto e Raymond

In fin dei conti la maggior parte del tempo l'ho speso nell'ostello, visto che la città non m'è piaciuta molto ho preferito risparmiare i giù pochi denari per altre cose. Fatto amicizia con Tui, un bravo ragazzetto di anni 20 Neozelandese, appassionato di esplosioni. Tui ha fatto per due volte la dinamite e a 15 anni ha creato un esplosione così grande dare far chiudere la strada e intervenire l'antiterrorismo. Mi ha raccontato che successe un casino e che se avesse avuto 16 anni gli avrebbero dato venti anni di galera!!! Ora si sta domandando se tornando a casa deve o no intraprendere il corso per lavorare nel campo delle demolizioni, è un corso di 7 anni... Tui l'abbiam perso subito, perché solo la prima sera ci siamo dilungati in chiacchiere fino alle 4 di notte, il giorno dopo è dovuto partire. Altra amicizia è Raymond, un folel olandese che vive a Phuket con cui ho condiviso la piccola avvenuta per l'acquisizione del visto thai: Lui lavorativo io turistico.
Non  stato semplice perché con la festa nazionale di questi giorni l'ambasciata era chiusa e poi c'era anche la fine del ramadan... Non si sapeva se fossero aperti o no, poi stamani Ray ci è venuto a svegliare perché riuscito a contattare l'ambasciata scoprendo che avevano riaperto contro ogni previsione. Arrivati lì avremmo dovuto consegnare diversi documenti per la richiesta del visto, ma in mano non avevamo nulla, volevano vedere almeno il biglietto per la Thailandia e io a spiegare che in Tahilandia non so quando ci sarei tornato, credo a fine Novembre, non ho il biglietto, domani mattina parto per l'Indonesia, perché per l'Indonesia, perché sto facendo il giro del mondo ma poi a te che ti frega?, e se il visto me lo fate me lo dovete fare entro oggi perché per l'Indonesia parto domani, e perché non lo fai a Jakarta il visto?, perché sono qui e quindi lo faccio qui, e perché?, perché mi conviene?, e allora fammi vedere il biglietto per Jakarta, ma che  c'entra?, c'entra perché io devo vedere che tu parti, io ho solo il biglietto elettronico ti faccio vedere l'iphone, ok sono 110 ringhi a testa, quasi trenta euro, ma io non ho una lira perché raymond mi ha detto che il turistico era gratis e allora aspetta un attimo, ray prestami i soldi poi io ti prenoto il biglietto per phuket e facciamo i conti dopo. Tutto ok.
Torniamo e faccio il biglietto a Ray che era incastrato qui da 5 giorni perché non riusciva a fare 'sto visto... Ora tutto apposto per tutti con ennesima piccola avventura coi tassisti, perché proprio non vogliono usare il tassametro e ti vogliono far pagare sempre più del doppio. Finché dopo tanto cercare uno serio l'ho trovato, non esiste che si paghi il doppio... Poi al ritorno ho rpeso l'autobus...
Ora vi saluto, domani sveglia alle 6 e volo per Jakarta. Facciamo Couchsurfing finalmente, vediamo un po'...

Intanto ecco qui un reportage di Kuala Lumpur:http://www.flickr.com/photos/gianlucacasaccia/sets/72157627570129212/

martedì 30 agosto 2011

Kuala Lumpur. La porzione di viaggio.

Ammetto tristemente che al di sotto di Kuala Lumpur ho trovato sin ora, nei miei numerosi viaggi, solo Casablanca.
Generalmente trovo un po' di fascino in ogni posto, e per carità un piccolo fascino può averlo anche la capitale della Malesia. E' davvero piccolo però e più che altro dato dalla popolazione, più che dalla città stessa, la quale offre davvero pochissimo e lo dico dopo aver visto le cose più belle.
Per quanto mi riguarda le città possono avere tre cose da offrire. La bellezza: Molte sono le città belle, Roma, Parigi, Budapest le più belle sono indubbiamente nel vecchio continente, ma ce ne sono sicuramente molte altre sparse per il mondo.Sono città d'altronde ricche di storia e testimonianze di questa. La magia: Alcune città città semplicemente sono magiche per i motivi più disparati. New York e  Marrakesch sono due esempi di magia, totalmente opposta, ma ricchissime sotto questo punto di vista. Poi ci sono le città che io definisco da mangiare, da vivere. Sono magari non bellissime, per i miei gusti, non hanno quella magia che posseggono altre località esotiche, ma hanno quella vivibilità, quella ricchezza nelle persone, quell'insieme di "abbastanza bello", "abbastanza magico" con in più qualche  particolarità del tutto tipica. Un esempio su tutte la mia ultima Hong Kong o da non dimenticare Barcellona, Shanghai. 
Kuala Lumpur no. Purtroppo no, trovo interessante studiare le facce, vedere la mescolanza della razza indiana che sembra dominare numericamente, almeno in città le altre etnie, trovo interessante la sua reale caoticità e disordine. Tutto qui, perché per la bellezza ci limitiamo alla modernità della splendide Petronas Towe e di uno o due palazzi non male. Non è una città che ha una sua particolare magia. Sicuramente non è una città vivibile o assolutamente da raccomandare agli amici.
Mi aspetto di più da Jakarta, prossima tappa. Lì mi aspetto, magari a torto, una certa drammaticità interessante, una mescolanza differente. Qui semplicemente è tutto molto sporco, quasi come fosse un'India un po' più pulita ma senza tutta la magia dell'India. Non sono mai stato in India (ancora no!), ma non c'è stata una persona che non mi abbia parlato della sua ricchezza.
Questo però non deve fuor viare. La Malesia è un altra cosa. La Malesia è sicuramente bellissima, soprattutto a livello naturale, io qui mi sto soffermando solo sulla città che vuole essere più occidentale, ma proprio non ci riesce. Non ha questo contrasti di cui ho sentito parlare, la trovo anzi molto coerente nella sua mediocrità totale. La moschea più famosa è davvero poca cosa.
Bellissime sono le Batu Caves che ho visitato oggi invece. Una grande caverna che ospita un paio di templi indù e una gigante statua di una divinità, sempre indù chiaramente a fare da guardia ad esse.
Detto questo proseguo per terminare la mia porzione di viaggio.

E' una città altamente trafficata, e le linee della metropolitana sono 4, ma solo la centrale è efficiente. Oggi abbiamo atteso invano una carrozza per oltre 40 minuti su una linea secondaria. L'avviso dava treno in arrivo e poi il treno non arrivava e l'avviso cambiava, dopo aver cambiato l'ultima volta di oltre mezz'ora abbiamo preso un taxi e pace all'anima di quelle persone che ormai affollavano sulla banchina.

La religione di stato è l'Islam come ho detto dapprincipio, maqui consente la libertà d'espressione delle altre religioni. La religione induista è solo al 7% da fonte wikipedia, l'Isalm 53%, buddhismo 17% e poi crisitianesimo 6%, Il resto non è dichiarato. Questi sono i dati per lo stato, anzi la federazione. Bisogna vedere se i dati sono reali o è diversa la situazione nella città, perché se è vero che la maggioranza è Islam, la situazione induista non è di molto minore, di buddhisti ne ho visti pochissimi. Chi professa islam o indusimo soprattutto è più visibile, soprattutto a queste latitudini, per quanto riguarda il resto non è detto che siamo riconoscibili, ma quando si esce sono praticamente tutti islamici o induisti. Non ci si sbaglia di molto. L'etnia indiana è molto vasta, quindi  normale che la religione induista sia così tanto professata. Dicevo l'Islam qui è più tollerante (infatti alla fine l'alcool l'ho trovato nei ristoranti, ma a prezzi molto alti), ma è certo che per i malesi non è possibile praticamente convertirsi ad altre religioni, le quali sono professabili solo se si appartiene alle altre etnie. 

Una curiosità: si incontrano moltissimi uomini che si tengono per mano. Lì per lì chiaramente si pensa all'omosessualità, quindi tutto normale. Invece ti rendo conto che la cosa è strana perché non sono omosessuali. E' una cosa che sa chi ha già viaggiato in India, per loro una cosa normale, anzi quasi un gesto di cameratismo. Non l'avevo mai visto e mi fa sorridere... Cosa che non provoca alcuna ilarità se fatta da due amanti etero o omo che siano, perché lo trovo normale, è intimo. Una cosa troppo intima da fare per due amici. Culture differenti....

Un ultima cosa da notare: E' una città sommersa di bandiere nazionali. Sono ovunque, è quasi fastidioso.

P.S.
Due ragazze belghe della guest house (che per inciso è si carinissima, ma ha una seria infestazione di cimici da materasso) mi confermano, loro che hanno attraversato il paese, che la Malesia è stupenda e la sua capitale fortemente deludente.

domenica 28 agosto 2011

Kuala Lumpur, primo contatto

Sesto paese toccato quest'anno, ma per quanto riguarda il mio viaggio è solo il quarto. Abbiamo fatto un'esaustiva ora per l'immigration. Sono affamato, ma contento per non aver avuto problemi nell'imbarcare la chitarra come bagaglio a meno extra... Tutto fila liscio per ora, sul pullman verso centricittà. C'è una vera e propria foresta di palme attorno l'aeroporto che ci scorta quasi fino in città, il caldo è piuttosto umido. Il soggiorno sarà breve, una porzione soltanto di viaggio, ma speriamo interessante.

Arrivati non ci vuole molto per trovare l'alberghetto che risulta essete molto carino e pulito, ma certamente estremamente piccolo, la nostra stanza non ha nemmeno una finestra... va comunque bene, aria condizionta, free wi fi, centralissimo. Dobbiamo mangiare perchè Polly affamata è intrattabile e ci dirigiamo in un pittoresco ristorante sotto l'albergo. Scoprendo quanto sia anche qui econica la situazione cibo ed entrando in contatto con la cultura araba. Per me non è la prima volta e devo dire che con presa con le molle, e parlando della sua versione non severissima a livello religioso, è una cultura che sempre mi affascina. È certo diverso e particolare respirare questa in n paese asiatico, spero di riuscire in questi pochi giorni a scoprirne le bellezze e le differenze. Intanto come da buona paese a cultura musuana c'è qualcuno che mangua con le mani, sebbene solo un paio e non c'è alcool in vendita. Meglio per la mia gastrite, meno per il mio spirito. Le posate, proseguendo sono di un lurido che mi richiamano i ristorantini notturni di piazza djem el afna (potreu sbagliarmi nello scrivere), dove perangiare mi toccava disinfettare le suddette, e davvero non sono uno schzzinoso, sono abituato ad adattarmi, ma un po' d'attenzione nom guasta con la vita che faccio. Ricordo di aver con me un po' di "quaiz" o "faizii" ovvero le mitiche bacchette con le quali sono diventato espertissimo nel mangiare. Ormai abile anche con riso e noodle, decido di fare una corsa all'albergo e finalmente un po' di pace possono trovare i nostri stomaci pettinati anche con due coca cola ( alla faccia della gastrite).

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