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lunedì 23 dicembre 2013

Dicevo, l'LSD...

Dicevo l’LSD.  Come per ogni cosa che la società occidentale definisce come droga, si ha un concetto profondamente sbagliato dell’LSD. Questo anche perché privando la gente di reali informazioni a riguardo chi accede a questi potenti psichedelici lo fa troppo spesso senza alcuna cognizione di causa. Senza cognizione sull’elemento in sé, l’Ergot in questo caso e troppo spesso senza conoscenza sulla propra energia e su come gestirla. Quindi va a finire che la maggior parte di che si prende l’LSD, lo fa per andare a sballarsi in discoteca. Cosa piuttosto dannosa e sbagliata. L’LSD amplia le tue facoltà psichiche in maniera stupefacente. Spalanca le cosiddette porte della percezione dandoti la possibilità di sperimentare in goni direzione. Ti mette in una posizione di estrema potenza. Cosa che dovrai pagare in qualche modo dopo. Più sfrutterai questa energia, questa posizione, più chiaramente dovrai gestire il dopo.
Noi abbiamo scelto di sperimentare una viaggio di gruppo, puramente come estensione della percezione. Niente club, niente altre persone, solo il gruppo scelto, i fratelli o compagni di viaggio e nulla più. Sei persone. Yonni, israeliano, da quella sera in poi Fish. L’amico che ho portato da Mirissa. Benita, una ragazza finlandese, esperta di hata yoga e esperta nella gestione delle proprie energie. Una vera e propria potenza della natura, energeticamente parlando.  Pasqualino. Pasqualino è un italiano calabrese trapiantato al nord che ha lasciato l’Italia sei anni fa, vivendo e lavorando tra Nuova Zelanda, Australia, Thailandia, Malesia e Francia. Pasqualino è un ira di Dio. Non sta mai fermo, sta in silenzio davvero poche volte, ha un energia contagiosa ed è un Dio alla chitarra. Davvero un fenomeno, con tanto di voce. Dai una chitarra a Pasquale e fai serata. E’ uno di quelle persona che ti suona Ocean di John Butler come fosse Gianna di Reitano. La musica è parte di Lui, suona molti strumenti, tra cui l’armonica a bocca, strumento chiave di Barbi. Anche senza alcuno strumento Pasqualino è stato in grado di portare musica durante il viaggio, semplicemente tamburellando sul suo corpo. Lucy, di cui ho ampliamente parlato, Barbi ed il sottoscritto.
Dopo un rituale tutti insieme, per concentrarsi su una connessione comune abbiamo preso il nostro acido e abbiamo iniziato a passeggiare sotto una leggerissima finissima pioggia, lasciando impronte sulla sabbia di Hikkaduwa. Eravamo una squadra unita al passeggio. Il viaggio è arrivato dopo un oretta, molto delicatamente per poi esplodere in una connessione di cui ognuno di noi non poteva aspettarsi e di cui nessuno aveva benché minima esperienza. Avere una connessione psichica con un gruppo di persone è qualcosa di fortissimo, non sempre facilissimo da gestire, stancante, incredibile. Un esperienza profondissima. Ci sono stati dei momenti di vera e propria coscienza comune, se questo può aiutare a capire il concetto. Un abbattimento totale dell’ego che ha portato ad un senso di collettività mai sperimentato prima da noi. L’entità è stata una, divisa in sei corpi, sei cervelli con una coscienza. La cosa è stata così intensa e profonda che anche in normali momenti mentre si mangiava, si camminava, sentivamo un collegamento energetico fortissimo. Ogni individuo era importantissimo per ogni altro. L’importanza e l’unione del gruppo era indistruttibile, inscindibile. Se solo una si allontanava anche solo per un attimo di toilette, c’era un senso quasi di disagio comune. Senza quasi. Solo la completezza era appagante. Abbiamo disegnato insieme sulla spiaggia creando cose una sola meravigliosa storia, tutti ampliavamo i conetti dell’altro perché tutti, anche senza sentire letteralmente i pensieri dell’altro, eravamo nella testa dell’altro. Com’appunto ci fosse un ulteriore cervello comune al di sopra di noi. E’ difficilissimo spiegare a parole questa esperienza, spero di essere riuscito almeno a condividere i concetti chiave. Un esperienza incredibile che ovviamente consiglierei, solo che per farla è importante avere qualcuno che ti spiega un po’ di cose perché l’LSD non è assolutamente un gioco. Non che sia pericoloso, qualsiasi medico ti può dire che non ha effetti tossici sul fisico (rimanendo in dosi equilibrate), né tantomeno crea alcun tipo di dipendenza. Soprattutto non brucia cellule celebrali. Spalancare le porte della percezione però può esser, come dire, azzardato. Puoi ascoltare migliaia di esempi di gente che ha avuto un cattivo trip, paranoie, allucinazioni. Questo è perché si usano le cose senza sapere come e dove vanno usate. Non si danno le chiavi di una Ferrari a un sedicenne ubriaco in sulla Roma Salerno.
Quel che in più tutti noi non ci aspettavamo era che in un certo modo, diverso dal viaggio in sé, questa connessione fosse rimasta per diversi giorni e in maniera lieve rimarrà probabilmente ter sempre. Durante i giorni a seguire anche chi dei sei era meno unito ad un altro degli individui, avvertiva comunque un senso di piacere, di benessere nei suoi confronti. Gli abbracci sono stati più forti e profondi, le parole dette con più cautela e sempre con dolcezza.

Arrivederci fratelli miei.

sabato 21 dicembre 2013

Addio Hikka. Vi presento Barbi e Lulu.

Non aver comprato quel biglietto, ma aver esteso il visto per lo Sri Lanka, non solo è stata una scelta azzeccatissima, ma potrebbe essere una delle chiavi di volta della mia esistenza su questo pianeta. Sono stati quindici giorni splendidi. Hikkaduwa ha regalato il meglio di se, con piccole feste, molti amici e fantastiche esperienze.
Innanzitutto appena tornato h0o parlato con Barbi. Barbi è Davide Barbi, una persona con un potenziale, che sta quasi pienamente sfruttando (il quasi è d’obbligo, perché non credo sia possibile ancora sfruttare un potenziale al cento percento), enorme. Prima di partire per Colombo avevamo detto che sarebbe stato bello fare una collaborazione insieme. Appena tronato sono andato da lui e gli ho detto: “Sono qui, godiamoci questo finale di Sri Lanka e andiamocene in India per un progetto comune.” Non c’è stata esitazione, quasi mi aspettasse, in parte probabilmente lo stava facendo. Così in pochi giorni ci siamo organizzati, e abbiamo messo su un progetto davvero interessante. Andremo in India per un reportage sul sesso tantrico e sulla scena psichedelica come estensione della percezione e della comprensione del mondo. Sarà fantastico oltre che intenso.
Due parole su Barbi. Lui si fa chiamare così, utilizzando il cognome come soprannome. Lo avverti, quando lo chiami Barbi, non lo stai chiamando per cognome, per molti il soprannome è più importante del nome di nascita.
Barbi è una persona fuori dal comune, se ascolti un po’ della sua storia ti rendi conto di come la sua vita sia stata dedicata alla comprensione dell’energia e dell’esistenza su questo pianeta. Ha un’enorme cultura sull’energia e sulle discipline considerate “olistiche”.  E’ una persona che chiaramente non si è mai inserita nella società, come la società stessa vorrebbe. Si è sentito sempre non al suo posto, quando cercava un modo per inserirsi, fino a capire che non faceva per lui. Ha trovato il suo spazio nel mondo essendo al di fuori delle comuni dinamiche del sistema. E’ stato monaco induista. E° un surfista, uno scrittore di grande talento. Un insegnante, ma mai e poi mai un predicatore. Una persona che ha moltissimi punti in comune con me e soprattutto una di quelle persone che quando incontri sai di aver fatto una incontro importane, questo ovviamente vale per me. Abbiamo avuto comunque la sensazione di esserci incontrati al momento giusto, nella maniera giusta, per percorrere un momento importantissimo per entrambi, in comune, un cammino. Spiritualmente lui è avanti anni luce, io ho appena iniziato il mio percorso e da questo punto di vista, l’importanza che per me ha è anche come insegnante appunto.  Una persona che spesso ha risposte a domande che per me è anche difficile porre. Quando non ha risposta precisa, comunque teorizza grazie all’osservazione e alla conoscenza accumulata in maniera critica.  Quando l’anno scorso ho abbandonato definitivamente la religione cristiana, ogni religione e ogni follia di queste, sapevo che in qualche modo mi sarei ritrovato pieno di domande, perché osservare e comprendere porta sempre nuove domande. Sapevo che comunque mi sarei probabilmente trovato da solo, perché non sono buddhista o null’altro. Quindi come avrei potuto esprimere quello che sento,  spiritualmente parlando? Ecco Davide è la persona che ha capito, anche perché era sulla stessa linea d’onda. Mi ha fatto scoprire i messaggi Pleiediani, di cui consiglio l’ascolto o la lettura a tutti. Si trova tutto on line, ma tutto in inglese. I messaggi plieidiani sono per me stati rivelatori. Si parla di quello che io sentivo, di quello che io avevo osservato. Spiegano molti conclusioni a cui ero arrivato da solo e altre su cui avevo molte domande. Illuminante. Alcuni concetti sono molto complessi e li devo rivedere, e anche tenendomi distante dalla parte semi-religiosa (non c’è nulla di realmente religioso, come concetto moderno di questa parola, in questi messaggi, ma è il miglior modo di cercare di spiegare questo concetto), i messaggi in sé sono straordinari. Non sto qui a spiegare di cosa parlino, non sono un predicatore, ne voglio convincere nessuno, soprattutto su un blog di viaggio. Solo chiunque senta qualcosa, chiunque abbia domande esistenziali potrà trovare nei messaggi pleiediani grande conforto. Provare è sempre gratuito e molto gratificante.
Barbi è una persona che involontariamente ha subito compreso alcune mie problematiche aiutandomi dal primo momento a gestirle, cosa che stavo già in parte facendo da solo, ma in questo modo i passi in avanti sono più veri e propri balzi quantici. Non mi è difficile dire che Barbi è sicuramente una delle persone più importanti per me che abbia mai incontrato. Se dovessi parlare da hippie, cosa che ormai in parte sono, direi che è di per sé una persona molto importante per chi voglia ascoltare. Detto questo, anche se il suo ego è piccolo ed equilibrato, so che se e quando leggera questa parte il sua ego, da buon esser umano sarà in parte gonfiato.  Il nostro viaggio mentre ora scrivo dalla spiaggia di Goa è già iniziato.
C’è poi da dedicare un po’ di spazio a Lucy. Lulu. Mia sorella lo sa bene, nella mia vita prima o poi ci doveva essere una Lulu. Una Lulu originale deve esser Francese. Io e una francese, non l’avrei mai detto. D’altronde avevo sempre detto a me stesso. Va bene tutto ma non ti sposare una americana. Ho sposato un americana. Lulu viene dalla Bretagna. Il destino si sa non manca mai di ironia. In inglese, la lingua in cui giornalmente mi esprimo e con la quale principalmente mi esprimevo con Lulu, si dice Brittany. Il nome di mia moglie appunto. Uno dei grandi sogni della vita di Britt era diventare marinaia. La vela era una passione che forse non potrà mai attuare, o forse farà più in la con gli anni. Lulu è una marinaia esperta e ha la stessa età di mia moglie. Il suo ragazzo, più o meno un ex in Francia, ha un tatuaggio che la riguarda nello stesso punto dove mia moglie (ancora non posso dire la mia ex moglie) ha tatuato TEAM CASACCIA. Nient’altro. Le altre coincidenze dovreste chiederle a Lulu stessa. Sta di fatto che ci siamo incontrati per chimica e biologia. Nel senso, dopo un po’ si ha bisogno di scopare, detto molto pane al pane. In questo ci siamo ritrovati a condividere, a esprimerci senza parola, a conoscerci ad unirci quasi involontariamente giorno dopo giorno, sempre di più. Anche mancando un quid che ci avrebbe fatto diventare una vera e propria coppia in amore ci siamo lasciati andare l’una nell’altra senza timore alcune e siamo stati in maniera meravigliosa assieme. Una dozzina di giorni che sono sembrati un paio di mesi intensi. Bellissimo. Non ci siamo mai davvero parlati, dei nostri sentimenti, di quello che stava accadendo, fino all’ultimo secondo. Un po’ era superfluo, un po’ forse troppo difficile visto che ci saremmo dovuti separare presto e il non parlare ha tenuto le cose sotto una luce più facile. I tarocchi mi hanno detto he non ci rincontreremo, a meno che non facciamo entrambi sforzi combinati. Chissà, ma non è questo il punto. Il punto è che siamo stati meravigliosamente in grado di esser felici ogni attimo, senza mal interpretazioni, senza fraintendimenti, senza frustrazioni. Non siamo stati tristi davvero, se non per i pochi attimi nei quali ci siamo salutati, con le lacrime agli occhi, ma sempre col sorriso. Siamo sempre stati felici e grati per questo incredibile regalo che ci siamo fatti. Vivere solo il presente è sempre l’unica cosa che ha senso. L’ultima sera Lulu mi ha detto:” ho un profondo broncio per la nostra separazione, ma il sorriso per la felicità di averti conosciuto e esser stata con te è molto più forte e potente. Lulu è una donna forte e dolcissima. Nella mia vita è un po’ che mancava della dolcezza pura e genuina.
Chiaro che spero di rincontrarla un giorno, ma non è questo l’importante, l’importante è stato quello che abbiamo avuto. Quello che abbiamo condiviso. E' stata un ascesa veloce fino ad esplodere nel giorno del nostro trip in LSD di gruppo di cui parlerò poi. Per inciso Lulu è una donna bella. Un fisico sportivo, quasi una statua di un metro e settantotto. Due gambe perfette e chilometriche con un sedere che difficilmente non ti rende satellite. Una faccia un po’ segnata dal sole e dal mare. Lulu a ventiquattro anni ha già una bella storia, già è svegliata e sta una ragazza che si e sta uscendo dalla società in senso stretto.  Un’anima che è impossibile tenere lontano dal mare a lungo.
Il ricordo di quei momenti, sarà sempre con me. Le ho regalato una cavigliera che portavo da due anni con me, comprata in Laos e che sapevo avrei regalato ad una persona speciale, lei mi ha dato un braccialetto fatto da lei, bianco, bellissimo, con due pietre che potrebbero essere agata.

Mi sono svegliato oggi e come prima cosa ho trovato una bellissima e dolcissima lettera di questo bellissimo essere umano. Una cosa che mi ha toccato ancora una volta l’anima.

giovedì 5 dicembre 2013

Mirissa, Hiukkaduwa e l'odissea dei visti (indiano e pakistano)

Ok il sud è proprio figo.
Nel senso bello. Il sud dello Sri Lanka è davvero bello. Belle spiagge, bel mare, bella gente.
Sono rimasto un po' bloccato a Mirissa, spiaggia stupenda, clima strepitoso. Otto giorni, amicizia fatta con tre ragazzi, Orry e Daniel, Sudafrica e Yonatan, Israele. Yonni e Orry suonano bene la chitarra, e quindi ci siamo buttar in dam session davvero divertenti… Mirissa è un odi quei posti dove la gente rimane bloccata, appunto. HO fatto bene a tenere il sud per l'ultimo momento, altrimenti avrei rischiato di non vedere nulla. Passeggiate, nuotate, un podi surf, che a dir la verità io non ho fatto… Questa è la vita di una tranquillissima Mirissa. Accanto ci sono Weligama, posto simile, credo solo meno bello e Matara, che è tipo la cittadina importante della zona. Matara altro nulla di che, ma interessante da visitare quelle due ore, magari per prelevare cash dal bancomat o per comprare le corde della chitarra o semplicemente fare due passi e vedere un podi vita locale.
Seguendo Orry e Daniel mi sono poi sposato ad Hikkaduwa. Altro posto davvero bello. Stessa vita, solo un po' più di gente, leggermente più vita, forse solo uni filo meno bello di Mirissa, ma non ci lamentiamo, anche qui si sta da paura. 3 euro per una stanza un po' catapecchia di fronte al mare… Va benissimo.
Poi son partito.
Colombo. Il progetto era, Due notti in Colombo, ritiro del visto Indiano e via in India. Abbandonando làIdea del Pakistan perché i biglietti sono troppo costosi. Ecco quindi che mi sono ritrovato di notte di fronte al computer per prenotare il volo per l'India, ma ero bloccato, quella sensazione in cuore che mi diceva di non prenotare, così ho fatto, prima di effettuare il pagamento ho annullato tutto, aspettando qualche segnale da madre terra, perché non me la sento di prenotare?
Ecco fatto che la mattina dopo vado a consegnare il passaporto, che mi ridaranno la sera con il visto di 6 mesi per l'India, e a pranzo tramite il mio fratello Pakistano, Hamza, scopro che posso entrar4 in Pakistan da Lahore tramite bus ad un prezzo irrisorio. Grande! E mi viene in mente che a questo punto se riesco ad estendere il visto qui in Sri Lanka, proprio l'ultimo giorno posso richiedere il visto da qui invece  di volare a Delhi e perdere 6 giorni lì… Di fatto poi il pomeriggio ritiro il visto indiano e noto che mi hanno dato solo 3 mesi invece dei normali 6! Il visto scade prorpio il 3 marzo, il mese principe per il mio viaggio in India, per via dell'Holi, il festival dei colori che ho voglia di farmi in Rajasthan. Un  macello, perché pare che non si possa poi uscire dal paese e richiedere subito un'altro visto, pare che devi aspettare due mesi dallo scadere del visto per richiederlo nuovamente. Resto calmo, quasi zen, inutile arrabbiarsi. Troveremo qualcosa. Grazie a Dio non ho prenotato quel volo per l'India e domani, ovvero oggi mentre scrivo, devo fare una super mattinata. 8,30 ufficio dell'immigrazione
 per estendere il visto qui, che ancora non si è capito se posso farlo proprio l'ultimo giorno Invece mi rendo conto che è meglio fare qui il visto per il Pakistan che a New Delhi, quindi bisogna estendere il vista in Sri Lanka, proprio l'ultimo giorno, mi devo sbrigare perché devo volare all'ambasciata Indiana, cercare di capire se posso fare una nuova richiesta, se devo distruggere quello vecchio, insomma mi devo inventare qualcosa e devo avere informazioni sicure, perché al solito su internet trovi mille cose giuste e sbagliate. Poi entro mezzogiorno devo arrivare all'ambasciata del Pakistan e fare la richiesta, e finalmente in giornata me ne voglio tornare a Hikkaduwa, se prenderò sto visto ulteriore, spendere i pochi giorni sulla spiaggia al sole mentre il visto Pakistano fa il suo corso, ma su tutto incrocio le dita per il visto indiano, dando per scontato che prenderò l'estensione qui in Sri lanka. Che macello.
Sta di fatto che la sera stessa, ieri, si va al pub dove sono stato anche la prima volta che son venuto qui, con la gente dell'ostello. Scopro che l'indomani ci sarà una serata di Salsa e conosco una bella ragazza Argentina, che probabilmente si unirà alla serata di Salsa. Insomma, pare che rimarrò qui anche domani. Situazione visti permettendo.
MI sveglio ancora mezzo brillo dalla serata prima, fa caldo e ho un gran mal di testa. Senza colazione corro a prendere l'autobus che in mezz'ora mi porta allàufficio del turismo. 9 am. dopo un ora e venti minuti esco con l'estensione di un mese ottenuta. Alle 10,40 esco dall'ambasciata Indiana con un sorriso, avrei potuto sia fare una nuova richiesta, senza problemi, ma rischiando di riottenere 3 mesi, sia posso fare il semplice put e in. Ovvero mi spiegano che finito il visto, esco dal paese e faccio una nuova richiesta, l'attesa di due mesi è una cosa che hanno recentemente annullato. Altra buona notizia. Ore 11,20 esco dall'ambasciata Pakistana, dieci minuti a piedi da quella Indiana, accanto a quella Araba e Norvegese. Esco desolato perché non posso andare in Pakistan. Già di per se le leggi sui visti sono ridicole, non si capisce perché semplicemente non puoi entrare in una nazione come nelle altre, sta cosa del visto è di una discriminazione incredibile. Qui in più ti aggiungono, dico il governo
pakistano, il fatto che devi essere residente nella nazione dove fai la richiesta per il visto. Quindi avrei dovuto esser residente in Sri Lanka per richiedere il visto per entrare in Paksitan dall'India. Un vero verissimo peccato.Me ne morivo di andare in Paksitan con il mio caro amico a visitare il nord e Islamabad. Non ora, un'altro momento, un'altra parte di viaggio. Ora mi butto qualche giorno a Hikkaduwa, da domani, perché oggi c'è Salsa in Sri Lanka e forse con un po' di Argentina.

giovedì 21 novembre 2013

Ella and Arugam Bay

Prima di lascaire Ella, verso le 4 di pomeriggio del giorno prima ho fatto un salto a little Adam’s peak. Non molto alto, li saimo a 1200 credo e generalemnte la vista è stupenda. Nel mio caso la visita èstata interessante perché non si vedeva assolutamente nulla, la nebbia fitta è calata mentre salivo e più salivo più si infittiva, quando sono arrivato su mi sono ritrovato con non molta luce in una piccolissima isoletta intorno alle nuvole. Davvero impressionante e un tantino inquietante. HO provato a mediatare un po’, ma sapere di qualche cobra li accanto, ne ho incrociato uno salendo, la poca visibilità, il non sapere esattmaente quando con questa nebbia duri la luce e il fatto di essere in assoluto da solo per un raggio di un paio di chilometri… Non sono davvero roiuscito nellàintento, ma mi osn gustato quellàintensa solitudine in una scenario da film horror drammatico. Davvero intenso. Il giorno dopo oto definitivamente per Arugm Bay, ho voglia di spiaggia, di mare. In teroia è brutta stagione, ma so che questi giorni sta omunqie facendo bel tempo, quindi anche se non incontrerò più o meno nessuno, almeno mi rilasso in spiaggia e magari provo surf.
Detto fatto, due bus, circa seio ore di viaggio, tre ragazzi cpomosciuti sul primo bus (due ragazze norvegesi e uno scozzese. Io pavevo puntato la norvegese carina, mi guardava incuriosita, poi scopro essere in coppia con Luis, lo scozzese…). Rgazzi giovani e simpatici. Troviamo insieme una sistemazione sulal spiaggia, tre stanze a 1000 rupie l’una. Meno di 6 euro. Ottimo inizio. Ho anche il piacere di incontrare una coppia di viaggiatori, di La reuniòn lei e alto atesino luii, in giro da 14 mesi, mi danno diverse dritte per il prossimo viaggio in India. I lrqgazzo è andhe un buon fotografo, se volete dare un’occhiata, Patrick-Rottensteiner.com, dove tra l’altro si trova un bel video sul loro viaggio nell himalaya indiano, un mee in moto con altri ragazzi… Chissà, magari ci casco pure io…
Dicevo Arugam bay bella. Non stepitosa cpme alcune persone me l’avevano descritta, ma è anche vero che a froza d iviaggiare e viaggiare vedi talmente tanti posti incredibile che per impressionarti ti serve qualcsoa in più, comunque non mi lamento, è un bel posto, tranquillo, economico, sole mare e finalment un giorno di surf… Direi perfetto. Dopo 35 anni dove sto provando tutto finalmente Surf. Ok, non è il mio sport perché davvero è molto faticoso e ci vule tempo per prendere l’onda, però diamine, quando dopo un paio d’ore riesco a mettermi in piedi, l’adrenalina e la goduria vanno alle stelle e cscpisco che è una cosa per cui puoi perdere la testa. La situazione per imparare non è delle migliori, quindi rimando per quando sarò a Mirissa, ma voglio continuare un po’… E’ anche un ottimo allenamento e sinceramente voglio cogliere ogni scusa per tenermi un po’ in forma che in viaggio è facile lasciarsi andare. LA cosa triste di Arugam bay è che i residenti, i ragazzi che vivono qui stanno diventando come negli altri postituristici stile Kuta in Bali, Patong a Phuket, Lankawi in Malesia….

Troppo attaccati al soldo del turista, si farebbe qualsiasi cosa per guadagnare quella rupia in più, troppo spesso in maniera disonesta. In più c’è il problema per le ragazze… Non ancora molto serio, ma già si intravede qual è la strada che hanno preso. Come vedeono una ragazza, è tutta una ridicola commedia di iniziare a parlare un presunto inglese, magliette via per far veder i fisici (devo dire che sono tristemente bruttini, almeno qui), e giù con spacconerie da masestro di surf bupne per film italiani degli anni 40…  Roba che se non lasci correre ti tocca pujre discutere. Bisogna quindi usare tutta la compassione che si raccoglie nella vita per continuare a far finta di nulla, anche dopo aver atteso un’ora per mangiare e hanno portato cibo esclusivamente alle ragazze…  Peccato, continuando su questo passo, quando il turismo esploderà davvero c’è riscjio di ritrovasi una seconda Kuta. Ovvero uno dei posti più brutti, per via della gente, mai visitati. Incrociamo le dita e gustiamoci i ltragitto vedo Mirissa.

sabato 16 novembre 2013

Kandy to Ella

Eccoci ad Ella, un villaggio nel cuore della Hill country. Siamo a mille metri, quindi in realtà è montagna, non più collina (per chi non si ricordasse le lezioni delle elementari, la collina termina a 600 metri slm). Ho raggiunto Ella dopo un suggestivo viaggio in treno, piuttosto rilassante, di sei ore per 135 Km… Un po’ lento, ma comodo. Arrivo da Kandy, questo posto di cui tutti parlano, ed in effetti è estremamente carino, ma non ho trovato nulla di interessante da fare, direi il posto meno interessante, visitato finora in Sri Lanka. Ottimo per riposarsi, per lavorare un po’, per incontrare un po’ di turisti e passare una serata, magari al Bamboo Garden, questa terrazza-pub-ristorante dove si ritrovano alcuni turisti e alcuni locali che parlano inglese. Carino, un tocco diverso al viaggio. Non mi sentirei di suggerire fortemente Kandy a chi fa viaggi con i giorni contati, ma ovviamente per che viaggi senza problemi di tempo, due serate si posson passare, soprattutto per interrompere il viaggio tra il nord e il sud. La cosa bella di Kandy è il lago, davvero ben mantenuto, un ottimo colpo d’occhio. In teoria l’attrazione principale del luogo è il Tooth Temple, ovvero il tempio dove si dice si conservi uno dei denti di Buddha… MA dimme te che me frega de un dente de Buddha (ricordo la meravigliosa Shwedagon Pagoda a Yangon, famosa per i capelli di Buddha. Chissenefrega dei capelli, la pagoda era meravigliosa di per sé). Apparte il fatto hce ho sempre trovat inutile e del tutto stupido il collezionare o consrvare reliquie di chicchessè, il tempio è davvero nulal di sepciale, ma per i locali è il psoto più sacro che si sia, tanto da fare vendere alchool solo in posti nascosti. Poi il perché non si capisce, non sono mica musulmani…. Che dire…
Kandy è il pèosto più costoso dello Sri Lanka, sempre economico per un turista, ma per le tasche di un backpaker inizia a farsi sentire. Prendere un tuk tuk è inpossibile, qualcosa come 200 rupie a kilometro, ridicolo, soprattutto perché il prezzo è differente per i locali, davvero poco etico. Kandy quindi non mi lascia una buona impressione se non per l’ostello gemello di quello in Colombo, dove passo una buona serata tra birra, Arak (il tipico liquore locale che tra làaltro è più o meno lo stesso in indonesia), una schitarrata e un po di amici. Mattina dopo, treno, libro di Pema Chodron che regalato da mia moglie che finalmente riesco a leggere, ormai inizio ad esser sempre più attratto dal pensiero buddhista, che trovo molto più adatto alla vita dell’umanità di ogni altra pseudo dpttrona reliogiosa. Devo dire, per onestà intellettuale che non mi sono convertito al buddhsimo, lascaire una religione per un’altra lo trovo superficiale. Il bello del buddhismo è che ti consente di seguire il suo pensiero senza seguirne la religione. Il buddhismo d’altronde non nasce come religione, ma come filosofia di vita, come al solito sono gli uomini che ne fanno tale. Quindi? Quindi io oggi mi definisco un Non Teista, con apporccio buddhista, in chiave psicadelica. Questàultima parte ammetto possa suscitare qualche sorriso, ma è dal mio punto di vista findamentale. I doni psicadelici di madre natura sono la chiae principale per capire sé stessi e il mondo. Purtropp oggi làignoranza e la superbia della società moderna e delle Grandi Religioni, etichetta il tutto in maniera così stupida ed errata, creando leggi di stolto proibizionismo, buone solo per politici e per gente che non vuol sentire. Quindi non mi soffermerò nemmeno a parlarne, ma è un vero peccato.

Scrivo ora dal balcone della mia Guest House in Ella, dopo aver visitato le cascate di Rawanda, belle e il famoso 9 arches bridge. Devo dire bello anche questo, soprattutto per il luogo dove si trova, una verdeggiante vallata dove si coltiva principalmente The. Il ponte avrà un’ottantina di anni, ocstruito dagli inglesi, e fortuna vuole che riesca a cogliere una foto proprio quando il treno passa. Non male, ma non sperate di trovarla qui….