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sabato 21 dicembre 2013

CONSIGLI DI VIAGGIO. Number 7. Esci dagli itinerari battuti.


Esci dal percorso turistico. In Ogni posto, ogni nazione, per via del passaparola e delle guide  turistiche si crea un itinerario battuto. Quell'insieme di posti dove tutti vanno e che se letteralmente colleghi i puntini sulla mappa ti ritrovi il tuo itinerario. Ora, seguire in parte questo è intelligente e ti darà la possibilità di incontrare gente interessante. Fondamentale è però, come ho già detto perdersi. Quindi uscire dagli itinerari battuti, andare in posti solo perché il nome è interessante, o perché qualcun'altro te lo consiglia ed è ancora un posto semi nascosto. Vai dove non vanno tutti. Se si in Thailandia, non ha molto senso fare Bangkok, pattaya, samui, phuket. Vedrai davvero poco. Esci, guarda la mappa, punta il dito e visita quel posto, è così che ti ritroverai a fare vera esperienza, così potrai davvero intendere parte della cultura locale. Perditi, vivi esplora. Vai ogni tanto dove non va nessuno, capiterà che non scoprirai nulla, comunque non sarà tempo buttato, ogni esperienza è acquisizione di conoscenza; a volte scoprirai mondi strepitosi e non saprai come ringraziare quella scelta che hai fatto che ti ha portato fin lì. Cambia, sii creativo, esci spesso dalla riga.

mercoledì 4 dicembre 2013

CONSIGLI DI VIAGGIO. Number 6. Mangiate cibo locale.

Questo è un consiglio ovvio per alcuni,  difficilissimo per altri…
Andare in Sri Lanka, In Vietnam e cercare un ristorante italiano… Come dire... Viaggiatori o no, la cultura locale va assaggiata. Nel momento che volete viaggiare nel vero senso della parola, la cucina locale nel ristorantino locale, bordo strada, il carrettino, il warung o come volete chiamarlo a prescindere dal luogo, è un must. Apparte la solita solfa di risparmiare una montagna di denaro è qui che la cultura di strada ribolle. Si mangia dove mangiano i locali, nei mercati, nei loro ristoranti spesso senza menu. Mangiate i loro piatti, assolutametne cotti per evitare problemi seri, addentate la loro cultura. Non vi spaventate, male ceh vada se mangiate intelligentemente prederete un po’ di diarrea. Non è la fine del mondo… Al limite dopo un po’ diventerete semplicemetne più reseistenti. Magniare intelligente vuol dire evitare piatti di carne freddi. Per quanto il posto vi possa sembrare sporco (per livelli italiani tra il sudest asiatico e india e dintorni il livello è da mani nei capelli) un cibo cotto a dovere è apposto. I sapori che scoprirete saranno infitti e sorprendenti. Tutto il mondo produce cibo eccezionale e anche laddove troverete qualcosa che non vi piace, vale la pena saperlo, sapere cosa e perché non vi piace. Saper collegare una cultura a dei particolari sapori è bellissimo. Pad thai, Kottu Roti, Mille e mille curry, Sticky rice… Dobbiamo assaggiare migliaia di cose e lo dobbiamo fare a dovere, seduto su una seggiolina, in un ristorantino che sembra lurido e che generalemnte è ciò che sembra eppure, spesso, buonissimo.


sabato 30 novembre 2013

CONSIGLI DI VIAGGIO. Number 5. Pensate in moneta locale.

Spesso parlo di come risparmiare quattro euro su dodici. Due su cinque. Spendere 2,80 invece che 3,20. Insomma a volte a conti fatti, dal punto di vista della nostra moneta, sembra non ne valga la pena. Si risparmiano cifre irrisorie. Così sembra. Primo, se sei un backpacker, ogni centesimo, sai bene che è acqua fresca. Secondo l’errore è comunque fare la conversione. Quando viaggi davi pensare in moneta locale. Se genealmente un pad thai, classico piatto di strada in thailandia, lo trovi tra i 25 e 50 bath (55 centesimi, 1 euro e 10). Se te ne chiedono 75 ti stanno rapinando. Il fatto è che se anche non sembra, pensare in moneta locale ti fa risparmiare svariati euro al giorno. Dieci euro al giorno di differenza per un backpacker sono spesso un’altra giornata di viaggio. Se i venti centesimi non fanno mai differenza a fine giornata spendete tre euro in più. Poi non avete contrattato per il prezzo della camera e ne state già spendendo altri due e mezzo in più, perché magari è la cifra che fanno tutti quelli che chiedono un buon prezzo. Pensare in moneta locale ti fa risparmiare quei soldi a fine mese che ti permetteranno di godere di più del tuo viaggio così da viaggiare più a lungo. O nel caso di un viaggio ancora relativamente corto, risparmiare sul budget significa poter fare altre cose. In più, incredibile a dirsi, quasi ovunque verrete trattati con più rispetto e meno da turista. Non è come in Italia che chi più paga guadagna più (finto) rispetto. Qui, più o meno ovunque, viene visto diversamente chi mangia nel ristorantino locale, nel messo del paese invece che tutte le sere sul ristorantino sulla spiaggia della guest house. Poi tuto è relativo, ovviamente. Se venite in vacanza 15 giorni e avete quel budget vorrete fare differentemente, ma sai, questa non è una guida per turisti, ma per chi ha intenzione di viaggiare a lungo, potrei definirla una raccolta di consigli per diventare backpaker. Questo si collega con il punto seguente.

Non siate troppo taccagni. Sembra un controsenso, perché il viaggiatore un po’, e il backpacker tanto, sembrano sempre taccagni. Non è taccagneria è risparmio e voglia di viaggiare più a lungo e scoprire più mondo. Il fatto è che proprio quello che ho imparato è che il backpacker su tutti eccede spesso sotto questo punto di vista. Finisce talvolta che davvero non fa un cazzo. intelligente è risparmiare, ma poi se sei nel posto chiave, il posto più bello e per entrare spendi 30 dollari (un’enormità per un backpacker) non ti puoi tirare indietro. Non ha senso andare in Cambodia e non visitare Angkor, venire in Sri Lanka e non fare Sirgiriya perché sono troppi 30 dollari. Alcune “tangenti” fanno parte del gioco. Risparmiare su tutto, non sul viaggio stesso. Poi ancora, ho fatto solo esempi, tutto è relativo, ma credo il concetto sia chiaro. La moneta locale serve per risparmiare, moneta che va reinvestita sul viaggio stesso. Siate capitalisti del viaggio, ma che non sia fine a sé stesso. Finirete come quel ragazzo che per timbrare ovunque ha fatto le 196 nazioni di questo globo. A 24 anni. Ha senso solo se ora cominci da capo e vai a rivisitare quasi tutto. Pensiamo a chi ha viaggiato in dieci nazioni. Dieci villaggi valtur. Al solito non contano i numeri, ma la qualità. Ad oggi ho viaggiato in 41 nazioni. Almeno un quarto, forse di più di queste è come se non ci fossi mai stato, tipo sosta tre giorni in una città… Poi è chiaro, abbiamo una sola vita, facciamo quel possiamo.  

venerdì 29 novembre 2013

CONSIGLIO NUMERO 4 - Fate da soli


Questo si ricollega al precedente e al numero due, quello in cui consiglio di non usare la guida. Fate da soli. Perdetevi, prenotate per conto vostro, girate, cercate, informatevi. Scoprirete di più perché aumenteranno esponenzialmente gli imprevisti, oltre a risparmiare denaro. A volte invece non lo risparmierete, spenderete uguale impiegando più tempo (vorrà dire che avrete visto di più di una luogo perché avete camminato di più, avete parlato con più persone e probabilmente scoprirete nuove cose). Qualche volta, raramente spenderete un filo di più. Fate per conto vostro e capirete presto quali sono le pochissime volte in cui conviene prenotare  o comprare o comunque usare un tramite per un obiettivo prefissato.  Pochi giorni fa dovevo comprare una nuova muta per la chitarra. Le corde, la muta sono le corde, se ne era rotta una, il mi cantino, la sera prima. Potevo comprarle tramite un ragazzo. 1500 rupie. O andare da solo e vedere quello che trovo.

Scegliendo la seconda e muovendomi son il bus, invece che il tuk tuk o speso 50 rupie per andare e tornare, tra l’altro costava 58…500 col tuk tuk. Col tuk tuk poi andavo direttamente sul posto, così mi sono dovuto perdere per Matara, dopo 30 minuti di bus e nuove esperienze, nuovi volti. Perdendomi per Matara ho parlato con diverse persone per chiedere dove potevo fare il mio acquisto. Chi ti sa dire qualcosa, chi nulla, chi invece è solo interessato a parlare con te e ti incastra in una serie di domande che ti fanno sorridere. Fa caldo, mi perdo, scopro un mercato e delle farmacie, capisco come funziona. Se avessi speso le 1500 non avrei vissuto questo e se avessi preso il tuk tuk tutto sarebbe stato molto più veloce. Trovo un negozio, che è una fabbrica di dolki strumento a percussione  della cultura locale e indiana. E’ un esperienza fantastica, molto più importante della muta per la chitarra. Vedi come si costruisce, impiegano 3 giorni per farne uno. Chi lavora la pelle, chi il legno, chi assembla. Tutti seduti per terra, tutti sorridenti perché incuriositi dal fatto che qualcuno si incuriosito a quell oche fanno e a loro. E’ vita. Si viaggia per questo, per capire, scoprire. Corde 600 rupie dopo un dibattito su quali comprare, non facilissimo farglielo capire. Torno indietro con una’esperienza unica, avendo speso la metà, avendo capito molto di più di una cultura che sto apprezzando e osservando. Si viaggia per capire, per conoscere. Non per fare le cose in maniera più facile e veloce. L’imoprevisto è la chiave. Se perdete il treno perché è tutto così disorganizzato. Invece di incazzarvi come un trigger fish, perché tutto funziona male, questi non sanno vivere, è impossibile così etc… Facendovi guardare malissimo e aumentando la concezione che il turista è un viziato deficiente da usare solo come mucca da mungere. Prendetelo come imprevisto, come opportunità per chiacchierare con qualcuno in più, per una pausa per il vostro il libro. Per meditare. Sorridete e fate spallucce, non avrete perso niente, bensì guadagnato qualcosa. 4 ore d’attesa sono un tempo per far si che qualcosa di nuovo possa accadere. Qualsiasi cosa accada se non c’è soluzione è inutile incazzarsi, prendete spunto per approfittare della situazione. Se invece c’è rimedio, incazzarsi è stupido perché perderete un sacco di tempo e vi farete meno amici. Gli imprevisti sono la chiave del viaggio. Una volta ho dovuto dormire sul tetto di una guet house in Marocco. Perché per fare di testa nostra siamo arrivati tardi e ovviamente non abbiamo prenotato. Lei aveva pure la febbre e abbiamo dormito poco e male. La ricordo come una delle notti più favolose della mia vita. Magari lei un po’ meno, almeno all’inizio. Eppure io ho fumato un naghilè con il ragazzino figlio del propietario e i suoi amici, lì sul tetto. Ho visto I colori dell’alba arrivare da lontano su una Fez scura per la notte senza luna al suono della preghiera mattutina. Ho sognato ad occhi aperti. Avessi prenotato prima o viaggiato secondo I mille consigli, avrei dormito meglio, speso di più, e mi sarai sentito molto più riposato. E non avrei visto un cazzo.

martedì 26 novembre 2013

CONSIGLI PER VIAGGIATORI E BACKPACKER. Number 3. Usate mezzi locali per viaggiare.

Viaggiate Low cost, meglio un bus di cinque ore carico che un van privato da due ore. Viaggerete più scomodi, farà più caldo (o più freddo), il viaggio sarà più lungo e soprattutto generalmente la situazione sarà molto più sporca e rumorosa. NE vale la pena, assolutamente. Apparte il fatto che dopo qualche viaggio, le 5 ore saranno un’attimo, infatti fino a 5 ore per un viaggiatore è un viaggio breve. Dieci dodici ore spesso sono la norma, pensate a posti con l’India. In Thailandia la norma sono 7.  IN Sri Lanka 5, quindi lo Sri Lanka è facilissimo. Perché ne vale la pena? Perché vedrete e scoprirete di più. C’è la vita vera sui treni locali e I bus. Ci si mischia con le persone, con I loro cibi, la loro musica, che spesso odieremo, vivrete come loro. Capisci come funziona una nazione, dal suo livello dei trasporti. I viaggi in treno soprattutto, ma anche I bus ti permettono di vedere più vita quindi, ma spesso anche più mondo. Osservi meglio quando fai più soste, quando viaggi più lentamente. Puoi, se vuoi, avere molta più interazione con le persone del luogo, scoprendo di più su tutto. Apritevi e il mondo si apre. E' un’equazione semplicissima. In più, come sempre, risparmierete una montagna di soldi. Ripeto, a tutto c’è l’eccezione, ma quando potrete fate slow travel, che sarà anche un cheap travel. Meno soldi, viaggi più a lungo e scopri di più.

In più anche nei viaggi locali, fate da soli, andate alla stazione e comprate il biglietto invee di prenotarlo dalla guest house. Fate per conto vostro, perché aumenteranno gli imprevisti. Più imprevisti, più storie da vivere. Ma ne parleremo in un altro punto.