Visualizzazione post con etichetta video. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta video. Mostra tutti i post

mercoledì 16 aprile 2014

Udaipur-jodhpur-ranakpur-Jaisalmer with Sasha.

Potrei parlarvi delle meraviglie di Udaipur, dei bellissimi templi e forti incontrati sulla via con Aretha GAnesh, della mia nuova compagna di viaggio, Sasha. mezzo sangue giapponese, mezzo statunitense, Hawaiana in fin dei conti, cpn me giusto epr una decina di giorni tra Udaipur e la meravigliosa mozzafiato Jaisalmer, un posto in cui ho rischiato la sindrome di Stendhal, un foprte clamoroso! Questo via Jodhpur, la citta' blu, molto bella. Potrei parlarvi della seconda notte nel deserto nella mia vita odel forte di Kumbalgarh e del suo muro, il secondo piu' lungo al mondo dopo la grande muraglia. Ma non mi va.
HO solo voglia di condividere i miei video del viaggio moto. Piu' veloce.
Enjoy it!




venerdì 11 aprile 2014

ARETHA GANESH, Primo Video. Pushkar-Ajmer-Bundi

Il primo video, stile trailer cinematorgrafico, del mio viaggio nell'India del nord con la mia fantastica moto, ARETHA GANESH.
Ne seguiranno presto altri... Enjoy! solo un minuto e venti!!!!

sabato 6 luglio 2013

Atlanta e poi.. New Orleans

Atlanta è stata una piccola parte soltanto. Atlanta, meno di una settimana. Atlanta senza una isita alla Coca Cola. Ma ogni sera nei bar. Atlanta, una città particolarissima, uno dei centri nevralgici della cultura omosessuale. Una città aperta, progressista, con forti tendenze artistiche. Una città con dei mezzi di trasporto da terzo mondo. Siamo troppo abituati a collegare Stati uniti con New York, dove c'è una metropolitana pazzesca. A parte qualche città, poche, con un buon collegamento metro. Il resto è niente di che, gli autobus, giusto quelli, non sempre con un servizio decente. Nel 2013 mi dovete dire chi considera gli autobus un servizio decente: servizio terribile in Atlanta. Ricordo poche città con un servizio bus davvero buono. Brisbane ad esempio, e siamo fuori dagli States.
Atlanta vista da un occhio europeo è una città piuttosto piatta, stilisticamente parlando, come quasi tutte le città americane. Non è bella assolutamente, se si ricerca una vera e propria bellezza, ma questa non è una delusione, perché davvero non m'aspettavo bellezza da questa città. Non ho una foto di Atlanta (ma questa non centra, potrei sicuramente trovare ottima street photography da fare). Devo dire memorabile il bar "Church"... Nome lunghissimo, ma chiamato semplicemente così. Dove l'interno è tutto un ironico dissacrare il cattolicesimo iconografico. Atlanta è interessante in quanto centro culturale, regno di writers fantastici, ogni muro è abbellito e sarebbe bello vedere da noi un po' di colore decente su tutto quel frigio e si eviterebbe anche di vedere scarabocchi sui muri. Gli scarabocchiatoti rispettano generalmente un'opera d'arte perché la loro in teoria, è protesta. Magari non capiscono che per protestare in quel modo fanno estremamente peggio. Per le strade, i parchi (Atlanta ti fa venire subito voglia di andare in bicicletta e avere un cane), i bar di Atlanta respiri progressismo, respiri pensieri di ragazzi che non vengono visti falliti perché cercano di esprimere la loro arte. Fotografi, videografi, wrtier, musicisti tantissimi altri modi di espressione. 
Breve Atlanta per me. Interessante spunto.

New Orleans doveva essere: New Orleans qualche giorno poi torniamo su ad Atlanta e vediamo un po' cosa tiriamo fuori. Invece è stato: New Orleans io non mi muovo da qui. Amore a prima vista, a primo morso alla prima fragranza. New Orleans pazzesca. New Orleans Festa Ogni Sera. 
Potrei stare ore e ore a parlare di questo posto. 
E' magnifico. Il cibo è buonissimo e pesantissimo.  La miglior cucina dopo quella italiana. I po boy (diminutivo di poor boy), i panini in baguette enormi con dentro 138 cose differenti; mai vista una cosa simile, ne ho visto uno con ostriche fritte, mailae grigliata, tutto (che vuole dire sottaceti, cipolle, lattuga, cetriolo ), e formaggio. HO mangiato le ostriche grigliate con formaggio fuso sopra. Il primo giorno ho avuto una cosa che loro chiamano food coma, che accade spesso a chi fa un posto completo la prima volta a New Orleans con cucina locale. IO me so fatto quattro ostriche grigliate col formaggio fuso; patatine fritte, che scopri avere due dita di cheddar fuso sopra e in mezzo al cheddar (formaggio), un'esplosione di jalapeños (solo questo piatto 18.480 calorie, puoi fare dieta 6 mesi.); pulled pork po boy, che vuol porco lavorato in qualche maniera, sfilettato, squisito, tantissimo: il panino è lungo circa 25 centimetri. Ce ne e sono di molto più grandi.  Famosa la muffoletta.  Chiamata la MUFALADA. Che sarebbe la muffoletta tipica Siciliana ripiena di 3,4 o 5 salumi, e verdure varie. Enorme. Ci mangiano da 2 a 3 persone.
Il resto del cibo l'ho provato al Jazz Festival, una cosa strepitosa. La cultura culinaria è enorme. Le cose che mi hanno colpito di più sono il couchon de Lait e il Soft Shell crab. Andateveli a cercare su internet. Il Jazz Fest è uno dei più grandi avvenimenti di New Orleans (secondo solo al Mardi Gras, uno dei carnevali più famosi e pazzeschi al mondo). Il Jazz fest è un festival di musica e cultura, tra cui cibo. La musica stessa è quella legata alla cultura locale. Un orgia di Blues, di JAzz classico e locale ( apro una parentesi lunga: Il Jazz di New Orleans, che poi è quello originale perché il Jazz è nato a Tremè, uno dei quartieri più poveri di Nola (New Orleans'), è diverso, è più "umano", più terreno, meno intelligente e più passionale, estremamente meno elegante. Invece di danzarti vicino e solleticarti il cervello e sedurti alla Rodolfo Valentino, ti prende di petto, ti spettina, ti fa ballare, suda con te. E' diciamo più amico che seduttore), è ovviamente della musica che eè diventata simbolo di New Orleans più dello stesso Jazz: il Brass. Se volete assaggiare qualcosa cercate Rebirth Brass Band. Non è solo musica è di più, Il Brass è commemorazione, celebrazione. Il Brass è pura festa. Allego un video sotto, date un'occhiata a questi ragazzi all'uscita del Jazz FEst. Ecco questo è quello che si trova ogni giorno per le strade di Nola, tra le migliaia di altre cose.
New Orleans e quella città dove non solo puoi essere te stesso senza troppi giudizi e sguardi altrui. LA meraviglia eè che puoi indossare una maschera senza troppi giudizi e sguardi altrui. Dico letteralmente è una città che da sfogo ad ogni libertà individuale. Tutto questo è concentrato nel Quartiere Francese, Vieux Carre, Non è insolito vedere persone mascherate. O seminude. O qualsiasi cosa vi possa venire in mente. Gente che va in bicicletta utilizzando biciclette a due piani. Giocolieri ovunque. Permformance musicali, travestimenti. Spesso chi si vuole ubriacare si traveste in maniera estremamente eccentrica e va in giro. Ogni turista che vuole una foto gli da un dollaro. Bevuta gratuita assicurata. L'alchool a New Orleans è economicissimo e si può tranquillamente bere per strada. Normale per noi, vietatissimo nel resto degli States. 
E' un città oscura. Nel senso che nel momento che ti da, ti da tanto. Ti può levare tutto in un attimo. NOn c'è quel tipo di criminalità che viviamo noi. Scippi, furti d'appartamento. Qui qualsiasi porta la apriresti con una spallata. Però sparano. Sparano serio. Quindi in certi posti non ci vai, da solo o di sera.  Evitando alcune cose da città considerata tra le più pericolose d'America diventa tra le più tranquille. La meno dal mio punto di vista. Se vivessi come vivo qui a Roma. Non avrei più nulla. Capita spesso di lasciare casa aperta e non che viva nel più lussuoso dei quartieri. Vedere, scoprire questa città mi fa capire più, molto di più di mia moglie. Lei è di qui. Non proprio cittadina, è dell'altra sponda del lago Ponchatrain. Comunque, dicevo, mi perdo nello scrivere questa città perché c'e così tanto..., dicevo, è anceh quel tipo di città in cui ti puoi perdere nel far nulla. Un momento di frustrazione lavorativa ad esempio, può esser fatale, perchè non senti la noia, senti solo la musica. Il cervello e1 troppo impegnato a ballare per pensare ad altro, se non c'è qualcosa davvero d'importante che t'attira.
Questa è la città più magica che abbia mai visto.
Dicevo il quartiere Francese, Il concentrato di New Orleans, a volte odiato dai neworleanians perché molto turistico. E' però strepitoso. Sto creando una galleria qui: http://www.jimicasacciaphotographer.com/the-experience/neworleans/.
Un quartiere costruito tutto in stile coloniale spagnolo, perché creato dai francesi, ma totalmente distrutto e ricostruito sotto il dominio spagnolo. Un capolavoro assoluto di ferro battuto, pazzesco. Di una bellezza usurpante. Davvero. Credo di aver utilizzato l'aggettivo giusto. Mia madre, folle fan del ferro battuto si sentirebbe male. Scorrendo qui troverete qualche esempio... http://jimicasaccia.tumblr.com. 
Ora, parlando mi rendo conto che devo fotografare di più e troppo spesso la festa mi ha travolto.
New Orleans è una gioia. La  vena principale del quartiere francese è Bourbon street dove la festa è ver oe proprio party. Commerciale, turistico, ma sempre con ottima musica e tantissimo alcol ad ogni ora. Poi c'è Frenchmen street, appena fuori il quartiere francese. Eà la via dove la musica dal vivo la fa da padrona, il posto assicurato per sentire band favolose sfoggiare musica di altissimo livello. Non si beve benissimo generalmente, devi cercare molto per quello. Si beve tanto e a poco, questo ovunque.
Passeggiare in questo quartiere è immergersi in musica, colori, trampolieri, uomini statua, uomini d'argento, musicisti, cartomanti, stregoni voo doo, spogliarelliste, imbonitori. Ultracattolici con microfono e cartelli che ci dicono andremo tutti all'inferno perché ci stiamo divertendo troppo. 
Il cattolicesimo qui sfiora il ridicolo. E' una setta di matti.
Insomma potrei scrivere per ore, ma spero di aver pitturato un quadro decente per far comprendere, almeno in parte, questo posto magico e un po' oscuro.  

Ecco il video, qualità ridotta e nemmeno tagliato... non serve, conta la musica.



mercoledì 25 luglio 2012

Missing Brisbane... Sometimes




These are a couple of friend in Brissie. I miss some 
of them, I've to be honest, like I miss Wes End and its soul.

Qui ci sono un po' di amici di Brisbane. Alcuni, devo dire, 
mi mancano. Così come mi manca West En e la sua anima.

lunedì 9 luglio 2012

Koh Tao, Divemaster Training. Il video della caverna.


Che succede? Succede che come promesso sono tornato in Thailandia. Koh Tao, per fare il DMT.
Corso professionale per Divemaster.
Quindi per un po' si tramuterà in un blog principalmente orientato al diving...

D'altronde questa è la mia avventura per ora, qualche mesetto per diventare un profesionista delle immersioni. Sono arrivato oggi a 45. Due notturne Due deep Diving. Un po' di studio della fotografia sott'acqua. Intanto eccovi un video: la mia prima caverna (-20 m) in notturna. Meravigliosa, anche se i lvideo mi ricorda The Blair With Project.


mercoledì 7 marzo 2012

Video memories del Laos

Fred suona la chitarra

Manu e Pedro in uno dei loro pezzi da strada

il ballo di Bryce a Vang Vieng

mercoledì 15 febbraio 2012

Surrealismo Laoita


Un gallo da combattimento al fianco, in autobus, che ti scruta e ti evita è un bello spettacolo. Viaggiare per dodici ore circa per percorrere non più di 320 Km è assurdo, se non esiste traffico. Non sento la pesantezza, come ripeto sempre sono più che vaccinato, è comunque uno stillicidio, perché ci si ferma finché non fa notte dapprima ogni quarto d’ora fino a ogni trequarti d’ora. Contando ritardi e tutto non sarebbe dovuto essere un viaggio di più di nove ore, noveoreemmezza contando davvero tutto. Tat Lo – Savannakhet in linea d’arai meno di duecento chilometri. Partenza e un chilometro e mezzo a piedi, dove andare? Pakse e poi Savannakhet? Salavan, ovvero più a nord e da lì Savannakhet, che dovrebbe essere un cento chilometri più vicino. Informazioni non si ottengono perché ci dicono ogni tipo di soluzione, anche se alla fine ha avuto ragione il proprietario della Guest House Tim, a Tat Lo, che io chiamo il “thailandese”, non che lo sia. E’ una cosa regolare in Asia, anche se non sanno assolutamente la risposta, ti danno un’indicazione, loro cercano di aiutarti, non lo fanno con malafede, però a causa del fatto che sai che ciò che ricevi è inaffidabile, devi solo sperare che chiedendo a molti ci sia una maggioranza di risposte, cose che non accade quasi mai. Quindi, Tutti gli autobus vanno verso Pakse, anche se all’ufficio informazioni mi dicono che c’è un bus che da Salavan va “diretto” a sta cavolo di Savannakhet. Autostop, vediamo il primo che si ferma o il primo autobus che passa in che direzione va e ci affidiamo al caso che ci porta a Salavan, la mia idea iniziale, è più vicino e a rigor di logica… Ancora una volta la logica in Laos lascia spazio al surreale, dove arrivati a Salavan in soli venti minuti ci tocca aspettare due ore che parta il VIP bus, decente, due piani, e vada alla nostra destinazione, scopriremo poi che il bus Vip per questo tragitto ci mette quasi due ore in più del locale!!! L’autobus parte con soli quindici minuti di ritardo per poi fermarsi dopo cinque minuti, in mezzo alla strada, senza motivo per una buona ventina di altri caldissimi minuti. Riparte e inizia a fermarsi frequentemente e a riempirsi oltre modo, poi arrivano i sacchi in corridoio, ma la lieta sorpresa, il vero tocco di surrealismo alla messicana è il gallo da combattimento legato con un filo alla zampa e ad un sedile che se la passeggia nel corridoio, schivo e con l’occhio vigile e sanguinario. E’ bellissimo e tutto è ovviamente pazzesco. Arriviamo alle undici a Seno e non a Savannakhet, dove dobbiamo sorbirci un’altra mezz’oretta di sorngtrew. Ci portano a destinazione quindi due ore e mezza oltre il tempo previsto già con molto pessimismo. D’altronde per quanto vogliano essere arretrati, per quanto questa sia una popolazione che vive i lavoro, diciamo un po’ alla caraibica, non ci porteranno a destinazione oltre le undici visto che c’è il coprifuoco, pensavo. Assolutamente sì, non c’è problema, a loro davvero, non glie ne frega un cazzo. Stavo per uccidere qualcuno visto un po’ di stanchezza e nervosismo dovuto all’inettitudine che non può essere giustificata con la povertà. Quando lo scontroso ragazzo del bus, (quello che ti dice dove ti devi sedere e dove mettere i bagagli volta per volta) strappa la borsa di Polly perché prima la incastra tra mille valige, poi per tirarla fuori la prende da un posto qualsiasi e inizia semplicemente a tirare. Grazie a Signore Dio Nostro non me ne sono accorto subito. Sono di larghissime vedute e comprendo perfettamente il modo di vivere locale, volta per volta, e lo rispetto. A volte penso che nemmeno con un decente afflusso di denaro queste persone potrebbero cambiare più di tanto, ne avrò la conferma più volte, non c’è nulla da fare, è si una questione di soldi, ma principalmente è di mentalità. Esempio, pare, ma non ho capito benissimo, che il governo degli States, abbia dato un po’ di denaro al Laos e loro nella grande miseria che fanno, ci costruiscono un nuovo arco di trionfo nella capitale, oppure non insegnano ai figli, ai bambini piccoli a “campare”, ad vere mezzi per poter riuscire o scappare da qui, no, la prima cosa che insegnano, soprattutto nei villaggi tribali è chiedere soldi ai turisti So che non potrò mai davvero comprendere la loro condizione, ma sicuramente questo non è il modo di evolversi, non c’è modo di andare avanti, soldi o meno, se non si vuole nemmeno provare ad affrontare il problema
Assurdo sudest asiatico. Bellissimo e difficile. Può arrivare a stancarti, ma se mastichi e non t’arrendi ti regala qualcosa che nessun altro posto potrà mai, non in questa maniera, come i sorrisi dei bambini di strada di Phnom Penh,  come la musica in Indonesia e i panorami mozzafiato del Vietnam, come le molteplici meraviglie portate da persone e dal mare e dalle montagne della Thailandia.
Nessuno, ad esempio, sa il motivo per il quale loro quando parlano con qualsiasi straniero e per loro indico tutti i nativi di questa parte del mondo, ripetono tutto, ogni parola, due volte, sempre arricchendola con una cantilena che può sembrare fastidiosa, ma alla fine risulta simpatica e tipica. Solo massage è sempre solo “Massaaaaaaaaaaaaaaage”, economico è “cheap cheeeeeeeeeap”, uguale è “same same”, Pepsi è “peppsi peppsiiiiiiiiiiiii” . Sarebbe straordinario capire le dinamiche incomprensibili e apparentemente (forse anche realmente) prive di logica.

Comunque, tutto questo prima di Tat Lo, che è bella, con delle belle cascate, una in particolare è stata da noi “affittata” in esclusiva per una giornata, non c’era nessuno e ce la siamo spassata con Fred, giramondo francese incontrato a Don Det e ora di uovo qui e con delle simpaticissime bambine. Un po’ di semplice e divertente climbing, un po’ di foto e i pensieri che volavano alla gente sotto la neve in Italia. Noi qui a oltre trenta gradi a fare tutti accanto alla cascata. Un clima eccezionale, mentre giù a Paksong, sebbene siano solo 60 chilometri faceva più freddino (circa 20 gradi). A Fred e noi per un paio di sere si uniscono altri due viaggiatori francesi Manu e Pedro, amano suonare e cantare per strada quando possibile e la prima sera passa con la chitarra che “tocchiamo” anche io e Fred, lui a dire il vero è molto bravo e profondo amante e conoscitore di John Butler. In aggiunta ad una bottiglia di Lao Lao e delle tipiche erbe medicinali amate da tutti provenienti dalle quattromila isole. Seconda sera invece scacchi, dove Pedro mi surclassa e due texane da 10.000 Kip a testa (1 euro), a cui si aggiunge uno scanzonato italiano, Ale. Io esco entrambe le volte in All in, una bella sfiga. Fred viaggerà verso il nord, forse ci rincontreremo, poi finirà in India per più di sei mesi. Stesso vale per gli altri due francesi, Manu tra l’altro parla un ottimo spagnolo avendo passato oltre un anno in Messico, però loro finiranno in Cina, per almeno tre mesi. Ale va verso il Sud, ma sta per tornare, afflitto in Italia, non più di un mese da ora. Incontrare interessanti viaggiatori e i tre francesi sicuramente lo sono, è sempre una piacevolissima sorpresa ed lieta esperienza da aggiungere al viaggio e proprio a Tha Khaek avremo la possibilità di creare un piccolo branco…








martedì 31 gennaio 2012

Verso la conclusione... verso il Laos.


Il risveglio è drammatico, alle 5 di mattina inizia una nenia assordante, perforante, resa massacrante dall’orario improponibile.                                           
Si sposano, qui capita che si sposino tra le 4 e le 5 di mattina (è anche da capire che il popolo cambodiano ha la pessima abitudine di inizare la propria giornata intorno le 5/5,30). Polly apre gli occhi. Sbarrati, le inizia in questo momento, anche se è da un paio di giorni che si sente poco bene tra raffreddori fortissimi e mal di gola, un pulsante mal d’orecchio che le distruggerà la giornata. Far svegliare Polly prima delle dieci è  come versare olio bollente su una persona qualsiasi, non avrà una bella giornata... Polly è una persona fantastica, ma la dovete far dormire abbondantemente e mangiare regolarmente, altrimenti diventa peggio dei lavori in casa, più irritante di un cd rovinato che emette musica a tratti. Non è comunque colpa sua esser svegliata a quest’ora. Quest’ora è disumana. Più tardi un antidolorifico farà il suo effetto.

Il bus per Kratie si farà attendere quasi due ore, ma è abbastanza normale in Cambodia, meno di mezz’ora di ritardo è teoricamente impossibile, più generalmente si accumula quell’oretta di ritardo durante il viaggio. Ci si fa l’abitudine, non sono questi i problemi, profondi, di questo paese, che sì è in ripresa dopo il vero inferno, ma se non si cambia mentalità in alcune cose, non credo potrà fare grandi passi avanti.
Kratie è una cittadina, un grande villaggio, molto tranquillo dove si può riposare bene, fare passeggiate lungo il Mekong o andare a vedere gli ormai rari delfini d’acqua dolce, pochi chilometri più a nord, dieci minuti di tuk tuk più nove dollari a persona (costosissimo per la Cambodia) per una mezz’oretta in barca vicino ai delfini, che vedremo, ma come spettacolo è poco esaltante, vista forse la loro timidezza o comunque reticenza a mostrarsi a chi è venuto a trovarli.  Siamo “ospiti” nella guest house di: Un australiano che era innamorato del Laos, poi ha conosciuto la Cambodia e ha deciso di prendere moglie, figliare e comprare (dieci giorni fa) questa piccola guest house, carina, economica, abbastanza pulita e dove si può bere alcool non travasato. Jon, “senzacca”, era un tatuatore e riprenderà l’attività qui nella guest house, dopo che arriverà una decente macchinetta dalla Cina, visto che questa presa in Cambodia si è rotta dopo pochi minuti.
Lasciamo Jon, e il simpatico Pier, cambogiano tuttofare per l’ultima tappa prima del Laos, Stung Treng. L’attesa questa volta è d isolo mezz’oretta, promette bene, ma siamo in Cambodia… 
Dopo quasi due ore di viaggio e una puzza di frizione bruciata o altro che non se ne poteva più il bus semplicemente rallenta e poi si ferma, manco a dirlo, in mezzo al nulla. C’è una capannina poco più in la con un tizio che taglia legnetti e li lascia tutti ordinati in mezzo alla strada, non riesco a farmi spiegare il perché. La prendiamo con estrema filosofia, un po’ tutti, nessuno si lamenta, d’altronde loro sono cambogiani, noi viaggiatori, è una cosa che si sa, a questa latitudini capita. Capisco immediatamente, e non per perizia meccanica, ma perché pare ovvio, che l’autobus non si muoverà più. Vedi loro però indaffarati per un ora a versare acqua da una parte e un’altra ora a fare telefonate e provare a smontare qua e la: Dietro, sotto, davanti e perfino da dentro. Capendo l’antifona è una mezz’oretta che provo a fermare con l’autostop alcuni mezzi che arrivano, con poca fortuna, tra l’ilarità degli altri pochi viaggiatori e la scazzatura di Polly. E’ EVIDENTE che se non si fa qualcosa passeremo la notte, non al freddo, ma sull’autobus, sporco, stretto, senz’acqua e senza cibo. C’è pure la partita, che vista la situazione interet in questa parte del mondo, vedrò a pezzetti e ascolterò solo in parte.
Fantastico, un piccolo bus a cui sono rimasti tre posti liberi si ferma. Per inciso, sono io a farlo fermare, va proprio a Stung Treng, che anche se uno degli “addetti” al viaggio sul bus rotto dice essere ancora a due ore, non mancheranno più di una trentina di minuti...
Prima ridevano, ora provano a salire sul MIO piccolo bus, invito Polly a prendere di corsa la roba sull’autobus rotto, io carico i due grandi zaini e vado verso la mia salvezza, che è già attorniata dagli altri. Un cambogiano chiede di non prendere noi, ma gli altri concittadini, gli altri tre viaggiatori svizzeri son li cercando di salire: Guardo l’autista, lui mi fa semplicemente sì con la testa, saliamo noi, uno perché lui preferisce prendere turisti, perché pagano, due perché sono io che li ho fermati, tre perché Polly è bella da vedere ed è sempre meglio della supercicciona avanti con gli anni che prima rideva e ora è speranzosa.
Saliamo noi e un tedesco. Venti minuti e siamo a destinazione, alla faccia delle due ore.
La destinazione non è un granché, Stung Tregn fa piuttosto schifo, sono sincero, è un villaggio/mercato sulle rive del Mekong, poco caratteristico e molto sporco, discretamente rumoroso. Ci fermiamo cenare con Volker, il tedesco che si è unito a noi, ci raggiungeranno due ore dopo gli altri due, svizzeri, portandoci come notizia il fatto che tutti gli altri passeranno ufficialmente la notte sull’autobus, ocme avevo preventivato dopo due minuti.
Ci svegliamo con il rumore di una motosega che lavora il legno alle 8 di mattina, poco male visto l’orario in cui abbiamo preso sonno, prima di mezzanotte. Poco male per me, per Polly è la stessa cosa 8 di sera o 4 di mattina, lei prima delle dieci, ma facciamo undici non ci pensa nemmeno a svegliarsi. Incazzata continua fino a che la sega non cessa (alle 9 e 45!!!) e prosegue il sonno.
Si parte subito per il Laos.
La Cambodia è un paese affascinante, non ne ho vista moltissima,  ma quei cinque luoghi che ho visitato sono un ampia panoramica sulla sua popolazione. E’ un paese bello, non splendido, è la gente che fa la differenza: sempre col sorrise, nessuno ti pressa nonostante ti vedano quasi solo come un dollaro che cammina; possiede un ritmo di vita che fa bene alla salute.
Il problema è che è un paese profondamente povero, che da solo non si può rialzare perché praticamente gli sono state amputate quasi due intere generazioni, trent’anni fa.
Aggiungi questo, alla povertà di base e alla totale mancanza di un corretto approccio al lavoro che non sia legato all’agricoltura o alla pesca, ci si rende conto del perché questo è uno dei pochi paesi dove ti puoi fermare senza problemi ottenendo illimitate estensioni del visto, dove puoi lavorare regolarmente, anzi, qualsiasi straniero è i benvenuto: Lavorate, investite, aiutateci, sembra dire il governo. 

MERCATO DI KOMPONG CHAM

venerdì 27 gennaio 2012

VIDEO PHNOM PENH

Riassumendo: In questo blog trovate due tipi di video. Etichettati come "video", quelli che raccontano solamente qualcosa del posto o semplicemente qualcosa che accade intorno a me durante il viaggio, come i tre qui sotto. Etichettati invece come "video (travel)" i video che possono raccontare anceh del viaggio, ma raccontano i nostri pensieri o i nostri momenti all'interno del viaggio e spesso hanno un taglio da fimino anni '70. Intanto godetevi qeusti tre piccolissimi video per capire un po' di più qeusta piccola affascinante città.

1 - Phnom Phem - mercato di Psar Chaa 

 


2 - Phnom Penh - in strada



3-  gemnte Phom Penh, si balla in strada o si fa ginnastica? Questa scena si assiste spesso per le strade in tardo pomeriggio.


venerdì 13 gennaio 2012

Il primo FULL MOON PARTY del 2012


No words, Just watch it.


Video: Nadav
Montaggio: Jimi
Musica: Smells Like teen spirits by NIRVANA