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venerdì 2 novembre 2012

10 ottobre 2012. Sattakut Wreck. Underwater wedding.


L’ingresso in Thailandia dopo la Malesia è il quarto del viaggio. Altro visto di due mesi, ogni volta dico che non mi serve la multiple entry, ed ogni volta mi sarebbe servita.
Due mesi di diving per finire il corso da divemaster SSI, diventare dopo un esame e tre presentazioni, una immersione “naked” per la centesima volta in acqua con le bombole, Assistente istruttore che per SSI è Dive Control Specialist.
Prima grande notizia torniamo ad impossessarci del castello, stavolta camera principale.
Siamo ufficialmente re e regina di Koh Tao che danno vita alle migliori feste dell’isola.
Dopo pochi giorni, sott’acqua, Shark Island, testimone una splendida murena fuori dalla sua tana, faccio la mia ufficiale proposta di matrimonio. Sott’acqua. Lei ci mette un attimo a capire.
Un attimo a dire si dopo un sincero attimo di perplessità (mi stai davvero chiedendo di sposarti? Si, davvero, guarda abbiamo anche la murena come testimone. Tutto questo senza parole, ma con gli eloquenti gesti da divers… J ). La cosa fenomenale è che durante l’immersione, che ovviamente continua, lei riunitasi al gruppo riesce in pochi secondi a raccontare alle amiche il fatto appena successo: Jimi mi ha fatto la proposta! E giù abbracci congratulazioni a profusione. Sempre tutto sott’acqua. LA realtà di un diver è davvero legata a quando sei li sotto, è una cosa complessa.
Facciamo una splendida festa di fidanzamento sul grande terrazzo del castello, con fuochi d’artificio e tutto il resto. Progetto matrimonio a Las Vegas (come da copione) fra sette o otto mesi, insomma quando la vita ci porterà li, negli States.
Passsano pochi giorni e capiamo una cosa: Perché non sposarci in ogni posto possibile, con ogni rituale possibile? Così decidiamo di fregarcene della ritualità di Las Vegas, matrimonio che comunque ci vedrà protagonisti. Iniziamo qui. Iniziamo come noi abbiamo cominciato tutto. Iniziamo sott’acqua.
Siamo a Koh Tao, l’isola università mondiale per i diver. Qui tutto è in funzione del diving. Non esiste altro posto al mondo che produca tanti diver ogni anno. Non esiste nazione intera che produca un numero annulla di diver come solo i 7 chilometri di isola della tartaruga possa fare.
Qui di conseguenza c’è il relitto (wreck) più visitato al mondo, a rigor di logica.
Sattakut, una nave da guerra, piccolina, affondata di proposito due anni fa. Trentametrisottacuqa, tetto a 18. Matrimonio che si svolgerà sul ponte, tra la posizione del capitano e il grande cannone frontale.
In pochi giorni organizziamo tutto, andiamo anche dall’avvocato per la parte legale (c’avrebbe dovuto ufficialmente sposare – fuori dall’acqua – quel testa di cazzo del capitano della Pink Boat, ma scopriamo che per ora noi in Thai non possiamo sposarci, per motivi personali dobbiamo ancora aspettare qualche mese, quindi andiamo oltre e facciamo solo il rito, cosa che conta per noi, le carte possono aspettare).
Matrimonio 24 metri sott’acqua, solo per Advanced divers. Ministro il grandissimo, oltre diecimila certificazioni rilasciate in più di venti anni di attività, Klaus. Il miglior auspicabile. Un vero Rocknroll diver. Quella che sarà mia moglie viene accompagnata all’altare da Toby, amico DMT testimone della nostra storia sin dal primo giorno. Maid of honor and Best man (i testimoni) Morgane, amica diver di New York, recente DMT e F, eterno DMT – ufficiosamente già assistente istruttore -  forse i live che rispetto di più, sott’acqua è una sicurezza (mi rendo conto quanti ragazzi che sono un macello fuori dall’acqua, distratti, casinisti… Li sotto diventano mostri di tranquillità, serietà, affidabilità. E’ una realtà così distante da quella “terrena”. Mai giudicare un diver da come lo vedi non bagnato). Abbiamo due videografi, Reneé con la sua piccola GoPro e Keith, l’ufficiale. Tre fotografi, Josh, coinquilino apprendista fotografo, con la mia g12, Prat, video grafo professionista fotografo per hobbie, e il grande Chris Kroll, fotografo under water professionista (è un naturalista, ma devo dire che il suo reportage del matrimonio è davvero bello, soprattutto considerando la visibilità pessima di quel giorno e la totale in usualità dell’evento.) Abbiamo anche semplici ospiti come il caro Ismael, El professor, nostro fotografo fuori dall’acqua. Il mio mentore Log John, che mi fa notare il mio nervosismo nell’attesa della sposa (mi rendo conto di aver consumato in meno di 123 minuti 90 BAR!!!! qualcosa come più di mezz’ora a quella profondità… Ragazzimi sto sposando!!!).
Il matrimonio procede alla grande, con Klaus e la bibbia SSI Open Water, scambio dei voti, scambio degli anelli, baci e scambio della fiaschetta (sa hai una fiaschetta sott’acqua puoi addirittura bere), la fiaschetta contiene un po’ di whiskey, e passa tra le mani di sposa, sposo e ministro.
Fantastico, poche foto di rito intorno al cannone e l’immersione prosegue verso il dive spot di fianco, White Rock. Applausi, foto e torta sulla grande Pink Boat. Cazzo me so sposato. Letteralmente ho la fede al dito. Senza ombra di dubbio è e resterà l’immersione più importante e più clamorosa della mia vita.
Siamo la prima coppia al mondo a sposarsi sul relitto più visitato al mondo. Da vedere anche se mai qualcuno si sia sposato su un relitto.

Detto fatto. Famiglia Casaccia formata. Si spende ancora un po’ a Koh Tao. Io decido terminati i due mesi, di prolungare, dopo la luna di Miele che faremo in Cambodia (posto non da luna di miele ovviamente, se consideriamo quello che la gente normalmente fa). Quindi in questi due mesi ci sposiamo, celebriamo il nostri primi giorni insieme, poi Brit se ne va qualche giorno prima a Bangkok, dove mi farà la sorpresa di uno splendido tatuaggio con la scritta “Team Casaccia”, un’ancora old School. Prima di questo io, appunto, divento Dive Con e lei Divemaster. La vita è bella e noi ce la stiamo vivendo al meglio delle nostre capacità.
Ancora ciao Thailandia, ci vediamo tra altri 15 giorni più o meno.


domenica 26 agosto 2012

Koh Tao, le immersioni e il castello.


Come detto sono tornato in Thailandia.
Questa volta mi fermo a Koh Tao, per un bel po’, intenzionato a diventare Divemaster, in breve tempo mi rendo conto di voler come minimo diventare assistente istruttore.
Il tempo scorre veloce, con molte immersioni al giorno in un luogo bellissimo, Koh Tao, l’isola Tartaruga, immersa nel verde e circondata da strepitose spiagge.
Per le immersioni non è il massimo che ci sia, ma è comunque molto bello, ed è perfetto per imparare.
Torno proprio a alla Phoenix, non per altro è definita la Rocknroll school dell’isola. Secondo alcuni ha una brutta fama… Gli istruttori sono eccezionali, simpatici, con forti tendenze alcooliche. Scuola famosissima per i suoi Stress and rescue Course (io ne ho avuta la prova a gennaio) e per i suoi Snorkle Test.
Lo snorkel test è la “festa” che ti fanno quando diventi Divemaster:
Maschera “bendata”, tubo (snorkel) dove viene inserita una bottiglia a mo’ di ‘mbuto (e qui parte il nostalgico ricordo di Vulvia…).
E’ un rito che si fa ovunque, solo qui lo fanno particolarmente pesante.
Prima del Buket (secchiello alcoolico)alla Phoenix vengono versati shot d’ogni tipo, ho visto anche versare aceto o robacce tipo estratto di lieviti…
Poi al dunque il Buket, carico di Alcool. Davvero carico di Alcool. Prima o poi toccherà anche a me.
I giorni scorrono veloci e le immersioni anche. Chumpon Pinnacle, White Rock, il relitto militare, Sail Rock e il suo camino, Red Rock e la sua splendida caverna dove sono andato in notturna. Insomma, uno spettacolo. Immersioni mattutine per la maggior parte (sveglia all 6), alcune pomeridiane ,soprattutto quando me tocca assistere gli open water e un po’ di notturne, che amo particolarmente. Sono arrivato fino ad 86 immersioni, record di profondità 36.7. 5. Un po’ tocca anche studiare e infatti passo, dopo un primo tentativo fallito (un errore di troppo, 6 su 50 domande) l’esame da Dive Guide, primo di 3 per diventare assistente istruttore.
Immergersi è strepitoso, sembra di volare e dopo molte immersioni prendi una certa confidenza, tanto che a volte non sembra nemmeno di stare in acqua, ma semplicemente in un'altra realtà che ti toglie il senso dell’orientamento, ma ti regala emozioni forti, in compagni dei più disparati pesci.
Studio, mi immergo, faccio moltissime immersioni fuori corso, le cosiddette Fun Dive, dove prendi confidenza, dove giochi con gli amici, dove vai ti immergi, fotografi, cazzeggi, fai il coglione a più non posso nel relitto da guerra. Non ci stanchiamo mai. E’ una droga da cui prendo pochissimi saltuari giorni di pausa.
Tutto questo con mille piccole ferite ai piedi che in quell’acqua tropicale non guariscono mai.
HO dovuto perfino far intervenire un lieve antibiotico per via di un infezione sotto un unghia, proprio io che non tocco medicinali se non in fin di vita.
Tutto questo condito con la vita nel castello.
Il castello. Questa è la mia casa a Koh Tao, divisa con due ragazzi tedeschi, un dive contro specialist (assistente istruttore) e un istruttore. Più un terzo istruttore francese, Lolo, ragazzo splendido. Devo dire che anche Pablo e Lino non sono male, anche se Lino a sempre quel fare un po’ da cazzo tipico di ragazzi insicuri che le provano tutte per mostrarsi “cool”. Bravi ragazzi comunque.
Il castello è una ,meraviglia, un vero e proprio colpo di fortuna per soli 210 euro al mese.
Si auto declina in quattro piani. Ingresso con living room, terrazzino, Stanza da letto di Don Pablo e bagno e in comune, favoloso. Il piano di sotto mostra una cucina con roccia naturale e terrazzo in legno. Ogni terrazzo ha una splendida vista sul mare introdotta da una valle di palme e natura. Avere una cucina qui ti cambia la vita, non si può vivere di Noodle e fried rice e fortunatamente trovo pelati Cirio e pasta italiana decente. Mi son fatto anche arrivare una moka dall’Italia…
Primo Piano: salone, in teoria la mia camera con altro balcone e due camere, quella di Lolo, che negli ultimi 15 giorni diventerà la mia e quella di Lino, la più bella, con bagno in camera.
Ultimo piano da oscar, il quid assoluto di questa casa e uno dei luoghi più festaioli dell’isola, che mi ha reso RE di Koh Tao per un po’ e che ha mietuto molte vittime in perfetto Italian Style. Parliamo di uno splendido terrazzo, grande, con tre amache, un piccolo barbeque che ha cotto veramente di tutto e… una Jacuzzi. Ok la Jacuzzi non è stata mai utilizzata perché l’acqua scarseggia e perché comunque ci vorrebbero due ore per riempirla, però è magnifica, fa scena, tanta scena. La notte qui è magnifica, i cieli stellati, le lune complici hanno condito meravigliose notti, tra musica, sesso, amici, sempre con una splendida aria di Jamaica nonostante siamo in Asia. Molte sono le notti spese a dormire sull’amache invece che nel letto.
Devo dire che è l’abitazione più bella di tutta la mia vita, senza dubbio.
Ogni tanto dopo qualche fetsta capitava che degli amici rimanessero li a dormire, era un sogno. Durato due mesi tondi.
Due mesi di diving, di giocoleria col fuoco tra terrazzo e spiaggia, di birre a ogni ora. Due mesi di Ron, Kyle, Joey, Ismael, Israel, Jeremy, Jey, F, Kim, Ella…
Il Castello mi mancherà per sempre, rendeva la sveglia alle 6 di mattina leggera, perché svegliarsi con quel leggerissimo venticello, quella luce tenue e quella vista spettacolare non era mai difficile, soprattutto perché sapevi che in nemmeno un ora mi sarei trovato ancora sott’acqua a meno dieci, meno venti, meno trenta metri con non più di un tank carico a 200 bar d’aria compressa.
Nel mentre, in questo splendido mentre di vita eccezionale, condita anche devo dire di un po’ di lavoro visto che il progetto con Jacques in Myanmar sta dando i suoi benedetti ricchi frutti ( è arrivata la lettera del Senatore Australiano Bob Carr che richiede la nostra mostra nella casa del parlamento a Canberra), dicevo nel mentre t’ho intrato un’ennesima splendida ragazza. Un’altra testa matta, 23 anno New Orleans. Doveva fare pochi giorni e poi ha deciso di diventare divemaster e di innamorarsi di me. E devo essere sincero, nonostante abbia provato a fare resistenza, ci sono caduto anche io. Incontrata in barca durante il suo corso Advance è stata subito invitata ad una delle festa nel castello che si sarebbero tenute quella sera. Pensavo, ecco un’altra delle vittime del castello. Lei appena entra nel castello rimane, come tutti a bocca aperta ed io con fare gentile e andamento dell’italiano all’estero le chiedo che muscaa le piacerebbe ascoltare, ignorando ogni altra richiesta, lei un po’ desolata, senza speranza dice: “Purtoppo a me piace solo roba vecchia, molto vecchia”. A me che generalmente, parlando di musica, dico che amo solo gente morta, non mi pare vero, io che vivo di Rocknroll e vecchio blues le domando se un blues d’annata come Robert Johnson le possa piacere… Lei ride contenta e già abbiamo capito tutto. Proprio tutto. Talmente tutto che dopo circa un ora, in ginocchio davanti a tutti le chiedo semplicemente di sposarmi. Perché Las Vegas è sempre lì, io non mi arrendo, una donna rock da portarci quando sarà il momento della tappa negli states la trovo. Beh l’ultima volta la mia proposta fu al secondo giorno, ho battuto il mio record. Questa volta però lei non risponde, ride e basta, probabilmente pensando che io scherzi… Tutto d’altronde è scherzo, è gioco. Tutto è verità. Soprattutto il rocknroll. Ecco che mi ti ritrovo senza volerlo assolutamente con un'altra splendida compagna di viaggio a condividere dopo pochi giorni una delle stanze del castello, quella lasciata libera da Lolo che si è rotto il cazzo di stare senz’acqua ogni due per tre. Decidiamo di fare anche una capatina in Malesia, non sia mai che mi fermi troppo tempo in un luogo…
Ci immergiamo insieme, condividiamo così tanto che non mi pare vero possa essere una mia donna e non il mio migliore amico. Si suona insieme (Addirittura si compone), si balla (salsa principalmente) continuamente (Jacques sarà felicissimo dei miei progressi), ci si immerge in notturna, si fa l’amore sotto una costante luna un po’ stalker, si sogna e ci si prende in giro.
Cerchiamo di non correre troppo (no? Ma le ho chiesto di sposarmi dopo poche ore, dopo una settimana vive con me, come cazzo me ne esco con non corriamo? Sempre il solito, non imparo mai).
Ecco quindi che mi ritrovo con la visa all’ultimo giorno utile pronto per lasciare per un  paio di settimane la Thailandia andando a cercare un amico che non vedo da troppo, con un nuovo rocknroll dream per la mano, il desiderio di immergermi ancora in altri posti cercando nuovi relitti e nuovi squali. Che Dio ce la mandi bona pure sta volta…
P.S.
Il viaggio per la Malesia inizia con 8 ore di nave in notturna, senza posto letto, in prua, sotto la nostra luna e travolti costantemente dalle onde, tutta la notte (tanto che decido di mettermi direttamente la muta, almeno si sta un po’ più caldi).

lunedì 9 luglio 2012

Koh Tao, Divemaster Training. Il video della caverna.


Che succede? Succede che come promesso sono tornato in Thailandia. Koh Tao, per fare il DMT.
Corso professionale per Divemaster.
Quindi per un po' si tramuterà in un blog principalmente orientato al diving...

D'altronde questa è la mia avventura per ora, qualche mesetto per diventare un profesionista delle immersioni. Sono arrivato oggi a 45. Due notturne Due deep Diving. Un po' di studio della fotografia sott'acqua. Intanto eccovi un video: la mia prima caverna (-20 m) in notturna. Meravigliosa, anche se i lvideo mi ricorda The Blair With Project.


domenica 8 aprile 2012

Dalla Thailandia all'Australia

Il 3 Marzo rientro in Thailandia. Terza volta, questa sarà solo per quindici giorni perché il regno  ti concede un mese senza visto se entri via aria, quindici giorni via terra.
Chang Rai per cominciare. Una città che non mi aspettavo, io m’aspettavo poco più d’un paese. Quindi rimango un po’ deluso perché di fare trekking e visitare eventuali cascate ora davvero non ne ho voglia, ancor meno Polly, quindi ci fermiamo solo due giorni dove ci raggiunge Riccardo, vecchia conoscenza di Miami. Ci rincontriamo dopo due anni più o meno esatti e decidiamo di proseguire verso Pai. Il posto che attendo di più di tutta questa parte della Thailandia. Me ne sono innamorato, grazie ai discorsi di viaggiatori che ne sono rimasti incontrati quando ero a Don Det, in quel locale che si chiama Pai in Lao.
Immancabile a Chang Rai è il White Temple. Un complesso Wat, tempio buddhista, completamente bianco, estremamente arzigogolato nella sua composizione in puro stile thailandese. L’impatto con tutto questo bianco è forte e bellissimo. Moderno e incantevole, una vera opera d’arte contemporanea lascia spazio a un paio di centinaia di mani in gesso che escono dal suolo, come fossero di dannati all’inferno, introno all’ingresso del tempio. L’interno è paradossale. Sui muri è quasi finito un grande murales stile fumetto che credo voglia raccontare la vita attuale dell’umanità tramite la produzione holliwoodiana e giapponese. Un grande dipinto quindi, nel tempio, racchiude le torri gemelle in fiamme e doraemond. Neo di The Matrix e Sailor moon; Terminator, Osama Bin Laden, Alien, Batman e tanta altra roba che proprio non t’aspetti in un tempio. Rimango piacevolmente impressionato. Vale per tutti e tre, Riccardo, Polly ed io. Il ritorno in albergo è frutto di un piacevole autostop, un pick up nero si ferma e ci accompagna, per quello che almeno ufficialmente è il primo autostop del viaggio. Sento che devo farne altri. 
Pai è incantevole. Pai è piacevole ed è vero quello che si dice, è facile rimanere bloccati qui, una ragazza che abbiamo conosciuto è ferma già da un anno, in un posto che effettivamente non ha nulla di sensazionale. C’è un Canyon, il Black Canyon, nulla di speciale purtroppo, anche se ho visto gente parlarne in maniera entusiasta… bah! ci sono delle hotspring (più o meno le nostre terme), belle, rilassanti, c’è da fare passeggiate, si sono cascate vicino. Insomma un bel posto, ma non particolarmente affascinante, è l’aria che si respira qui che è differente. Qui si sta bene, ma bene sul serio, ti potresti fermare a lungo senza far nulla, è un po’ la sensazione che ho provato a Gili Air e a Don Det, con l’unica differenza che qui manca l’acuqa, mare o fiume e dopo un po’ io do di matto. Abbiam praticamente bruciato la nostra “wild card”, i nostri giorni a disposizione qui, piacevolmente, tra passeggiate, the allo zenzero e nuovi amici e vecchi… Altra splendida sorpresa rincontrare Dror, lasciato a Thakek. Questa volta in compagnia della ragazza.
Proviamo il non troppo lontano Mae Hong song, che non ci stupisce per il fatto che è iniziata la stagione in cui si bruciano tutte le foglie, da qui al nord del Laos. Ed è una nebbia senza fine che avvolge il giorno e la notte e per quasi un mese non si vedrà nulla, la situazione è più tranquilla, intendo meno nebbiosa, in posti come Pai, forse perché più aperti, ma qui è davvero impossibile. Arriviamo in giornata e si dorme; il mattino seguente, Riccardo ed io affittiamo il motorino e partiamo subito per uno dei villaggi Karen, dove si trovano i longneck, le donne dal collo allungato per via degli anelli estensori che le fanno assomigliare a donne giraffa. E’ una tradizione che in vero si stava perdendo, infatti nei villaggi non sono molte le donne che portano questa decorazione, qualcuna più anziana e qualcuna giovane. Questo perché il turismo esploso negli ultimi anni nella zona ha spesso richiesto la visita di questi villaggi. Quindi è possibile andare facilmente in uno dei tre villaggi Karen, ma bisogna pagare un biglietto d’ingresso per non vedere assolutamente la vita del villaggio, bensì una serie di bancarelle per turisti e lì c’è qualche donna dal collo lungo. Turistico appunto, per me va bene perché mi servivano solo qualche foto ritratto di costoro, ammetto che aver avuto anche un piccolo reportage all’interno del villaggio sarebbe stato ancor più interessante, ma non è possibile, un reportage di un posto così turistico non ha senso di esistere. Il turismo in questo caso non ha rovinato il posto, perché il villaggio stesso si è evoluto ben prima del crescente  turismo, ma bensì ha almeno salvato una tradizione, un costume che si stava perdendo.
Nel tragitto verso Bangkok, dove lasceremo per un bel po’ la Thailandia, ci fermiamo a Chang Rai, giusto due giorni, una notte. Un’occhiata in giro, ma come dicevo, non essendo interessati al momento al trekking, siamo pienamente soddisfatti di questa decisione. Giù a Bangkok, per terminare alcune faccende, comprare poche cose, ritirate il pacco lasciato in custodia, riabbracciare la mia chitarraccia da viaggio: E’ stata la prova definitiva, mai più in viaggio senza chitarra.
La Thailandia è un paese in cui tornerò ancora, per vedere un altro po’ e per terminare, credo, il percorso che mi farà diventare  divemaster, aprendo altre porte nel corridoio della mia vita.
Questo nazione, questo regno, è di un’accoglienza senza limiti. Abbraccia tutti: “Benvenuti”, sembra dire a qualsiasi volto metta piede sulla sua terra, “Rispettate la mia tradizione, i miei cittadini, anche se talvolta possono essere… Particolari. Vivete come volete e qui potreste essere voi stessi e potrete scandire il vostro  tempo a piacimento, senza tutte quelle regole, quei dogmi che vi hanno cucito addosso.”

Dopo un viaggio aereo di due ore per Kuala Lumpur, dove dormiamo 8 ore in aeroporto e poi altre 8 di volo per Brisbane, finalmente abbracciamo la non tanto voluta terra dei canguri.
Brisbane. Una città che cresce da diversi anni il 5% l'anno,  vuol dire che se sei venuto 7 o 8 anni fa, nonostante tu abbia visto la maggior parte della sua struttura (ponti, fiume, palazzi), hai oggi di fronte un'altra città, soprattutto per quanto riguarda la vita.
L'impatto più forte è quello economico, qui la vita costa più che in Europa (ma almeno si guadagna circa il triplo). Appena scesi tra metro che ci porta in città a autobus ci partono 40 dollari e ci prende un infarto, noi con 30 ci facevamo un'abbondante giornata con tanto di notte e pasti e alcool. 
Ospiti di un couchsurfer di quasi sessant'anni, Jacques, che ne dimostra dieci in meno fisicamente e non più della mia età di testa: Si diventa subito amici. Jacques è un buon fotografo e dopo poco collaboreremo un po' insieme scambiandoci trucchi del mestiere. La storia di Jacques è favolosa, ma sua privata, non sto qui a raccontarla, è solo un uomo che nella vita ha fatto tantissimo, campione di volo acrobatico, fotografo, ha una sua piccola azienda. Un uomo dalle molteplici capacità, davvero affascinante. 
Le prime tre settimane a Brisbane sono abbastanza piatte, perché la città va conosciuta, è in espansione, non ancora "pronta", ma interessante e con il clima perfetto pe vivere. Non c'è l'inverno, nel senso che in pieno inverno la temperatura,  nel momento più freddo, di giorno difficilmente scende sotto i venti gradi, e parliamo di un lasso temporale davvero breve. Il loro autunno ha la temperatura della nostra primavera più calda. E' magnifico, è veramente vicino al mare, più o meno come Roma, ma qui vicino hai tutta la Gold coast, che andrò a vedere a breve, forse proprio domani (pasquetta).
So che la città che mi piacerebbe di più, almeno per ora è Melbourne, la città dell'arte, ma inconcepibile a livello atmosferico, quattro stagioni in un giorno, dicono, per equivale all'inferno, quindi sarò sol ospite per non più di una settimana, più in la. Ho scelto Brisbane per al prospettiva, per il clima e per la vicinanza alla Gold Coast, a Byron Bay. Intanto per questi 3 mesi, che non passerò tutti qui, abbiamo affittato una stanza in una splendida villa con giardino. Zona residenziale, noi abbiamo cercato qualcosa di più centrale, ma con scarso successo. Vediamo un po' cosa ha da raccontarmi questa terra di koala, surfer e canguri. By the way, la carne di canguro è davvero buona.





venerdì 20 gennaio 2012

Koh Tao e ciao ciao


Koh Tao è bellissima, forse la più bella delle isole, non saprei è anche questione di gusti, ma io l’ho vista essenzialmente con la pioggia, immagino la sua bellezza con il sole, la tornerò a vedere, anche perché quasi sicuramente mi fermerò un po’ a Koh Tao.
Arriviamo dopo due orette di traghetto da Koh Panghan dove Polly ha vomitato anche l’anima. E’ riuscita a riempire due sacchetti di plastica! Il mare era un po’ ingrossato effettivamente la situazione per gli stomaci non era gradevole, ci può stare, anche perché non ne ha voluto sapere del vecchio trucco, vai fuori, respira aria e fissa il punto più lontano possibile, vedrai che ti passa, quando si sta già male non sempre si è lucidissimi.
La prima serata è subito bellissima, con Ortal e Nadal nel nostro bungalow a suonare la chitarra e l’armonica tiriamo su una jam session davvero divertente a cui si aggiungono altri tre ragazzi israeliani., Dan, un altro Nadav e Abigale, ragazza di sangue russo che non canta affatto male. Ortal e Nadav ci lasciano per prosegiure la loro luna di miele due giorni dopo, li rincontreremo ancora a Bangkok, con appuntamento al grande centro commerciale MBK, dove inizia una ottima e speriamo proficua collaborazione di cui non posso parlare, ma ceh probabilmente mi porterà nel mese prossimo ad aggiungere la Birmania, Myanmar per l’esattezza, nella lista dei paesi. L’ennesimo paese carico di suggestione per quanto mi riguarda.
La più bella sorpresa di Koh Tao è che per la seconda volta durante il viaggio incontro un amico del viaggio stesso: Jey, da due giorni si è ritrasferito a Koh Tao e non essendo un frequentatore di internet non mi aveva aggiornato, l’ho incontrato proprio quando sono andato a iscrivermi al mio terzo corso personale di diving: Stress and Rescue, l’ultimo passo prima di diventare Divemaster. Tra parentesi un corso più duro, meno bello in virtù del fatto che non è un corso dove hai immersioni “divertenti”, ma appunto sono immersioni che ti servono per alzare lo stress e creare situazioni in cui il panico può prendere il sopravvento, qui entra in gioco la preparazione che ti servirà per ripristinare quelle situazioni, per governarle. Comprese numerose tecniche di salvataggio.
Ho praticamente fotografato nulla, e fatto poco in generale. Ho pensato e riflettuto tanto in compenso.
Grazie al diving e al tipo di vita rilassata Koh Tao mi ha comunque stregato. E’ un posto che mi è rimasto un po’ dentro, ma soprattutto so che m’attende.
Ci torno, quasi sicuramente. Metto il quasi perché con il gioco della mia vita davvero non si sa mai. Ho però intenzione di tornare il prima possibile, proprio durante il mio viaggio, fare una lunga pausa, diventare divemaster e magari lavorare un po’ lì. Polly non ne ha voglia e per ora mi ha convinto a proseguire un po’. Cambogia (il visto è arrivato da pochi giorni, on-line), Laos, poi si rientra nel nord della Thailandia per visitarla sono a Bangkok, con un visto di appena quindici giorni (quello che ti danno quando entri via terra), da Bangkok, Perth, Australia e vediamo un po’ che succede.
So che avrei bisogno di fermarmi un po’, un po’ di più anche di quelle tre settimane che negli ultimi mesi mi sembravano il tempo giusto da dedicare a qualche posto, a volte per rilassarsi, a volte per viverselo. Due, tre mesi, a Koh Tao, divmaster, immersioni tutti i giorni e poi si può anche proseguire.
Mi fa male andare via da qui, sono triste come poche volte in questo viaggio, un piccolo circolo di persone che si potrebbero rivelare ottimi compagni barra amici, per condividere quell’isoletta con il sole, e con la pioggia. E’ difficile non fermarsi in alcunoi posti per me, sono sì un viaggiatore, ma uno che ha scadenza molto blande, non amo correre, almeno non sempre. Mi sarebbe piaciuto fermarmi ora, prendere questo treno, ma devo terminare almeno questo piccolo giro. VOGLIO terminare questo piccolo giro e magari approcciare questa Australia prima di tornare nella mia Koh Tao. Speriamo il viaggio continui ad essere bellissimo, ammetto che l’emozione di essere in Cambogia e in Laos giù s’affaccia nello stomaco. Ammetto che mi manca perdermi con la mia macchina fotografica e i suoi obiettivi tra i volti e i paesaggi di questi posti così carichi di fascino già nei loro nomi. Speriamo continui nella maniera giusta e speriamo il tempo passi in fretta, ho voglia di immergermi ancora.

mercoledì 18 gennaio 2012

Koh Phangan, Nadav e il Full Moon Party


Essenzialmente brutto tempo.
Questo potrei dire della Thailandia, gran bel posto, imprevedibile, ma il tempo lascai a desiderare. Lo so che capitano anche stagioni favolose, ma io ne ho davvero beccata una “no”, piove. Piove quasi sempre. Non ne posso più, fortuna che ora sono a Koh Tao e sono impegnato con il mio corso, altrimenti davo di matto. Così mi si toglie il mare,la spiaggia il gusto di fare il bagno.
Koh Phangan è stata un gran bella esperienza, breve, una porzione come dico spesso in questi casi, ma intensa. E’ nato il nuovo hobby, per mantenere la tradizione di iniziare due cose nuove ogni anno.   Tutto partì nel 2008 iniziando a giocolare con le tre palline, mi ero appena iscritto a Muay Thai (abbandonata un paio d’anni dopo) e pochi mesi prima avevo terminato il corso di degustazione di vino alla mitica Porthos. Decisi quindi di provare almeno tre cose nuove ogni anno e di tenerne almeno una. Tutto quello che mi passava per la mente e che non avevo provato, da aggiungere all’unico vero hobby che mi portavo dietro da anni, cucinare. Ne 2009 chitarra, bartending, e corso di russo intensivo di una settimana (che è servito a pochissimo); 2010 Fotografia, corso di Reiki, corso on-line di Giapponese (lo so fa ridere…); ,2011 Armonica a bocca e Diving . 2012… Pois.
I pois per chi non lo sapesse sono quelle palline attaccate a corde o catene. Se ne usano due, una per mano e si inizia a giocolare. Il mio obiettivo è farlo con i fire-pois, quelle con il fuoco. bramo per le prime bruciature, visto che la prima sera già sono riuscito a scheggiarmi un dente. Incisivo, per inciso.
In tema fuoco, ho fatto una delle cose più stupide, ma divertenti ed eccitanti della mia vita. Ho sputato fuoco. Sulla spiaggia di Koh phangan, davvero. In realtà ho sputato benzina o qualche idrocarburo meno odoroso, il fuoco c’era già. Passavo di lì e ho visto il primo farang sputare, e ho detto, con una punta d’invidia per quella cosa “effettivamente” pericolosa: “Guarda ‘sto matto”. Poi un altro, e un  altro. Li facevano sputare. Tutto controllato, controllato alla thailandese (quindi un incidente possibile in ogni momento). Ogni tanto si vedeva il ritorno di fiamma di qualche sputacchiata nata male, ma nessun incidente.
Sono tutti ubriachi,  se lo fanno loro che sono ubriachi, perché non io…
Vedi Polly che mi prega di non andare, ma io ero già li con la testa da qualche minuto. Credo di averlo voluto fare da prima che il dottore mi sculacciasse per farmi respirare. Lo sputafuoco.
Avrei pagato, era gratis. Un bicchiere, due belle sorsate per due plateali fiammate.
Il fuoco davanti alla faccia si apre come fosse un esplosione e l’adrenalina bruciava come il fuoco stesso. Impagabile.
Dopo questa partenza a abbiamo iniziato ad attendere tra qualche ora passata a giocolare con i Pois sulla spiaggia in quelle due o tre mezze giornate di sole e qualche pizza serale da Pizza Chiara, s’attendeva il Full Moon Party, del quale ormai ci interessava non più di tanto.
In pizzeria scopriamo due nuovi amici Nadav e Ortal, lui italo israeliano, lei israeliana e basta, in luna di miele. E so due!!!  Ottimi compagni di viaggio, sebbene non grandi viaggiatori. Un paio di serate in splendida chiacchiera con reminiscenze italiane ormai sempre più lontane da me e poi il Full Moon Party. Dove provo quella splendida camminata fungifera che tentai con fortuna circa tre mesi or sono nelle splendide Gilis. Qui una bufala, peccato. Non che sia passato indenne, visto che il caro alcool di bassa lega scorreva comunque a fiumi. Meno impressionante di come mi immaginavo, si parla sempre di circa ventimila persone su una spiaggia abbastanza grande e ogni tipo di musica, luci e colori. Facce, tante facce, dipinte o in preda a fantastiche espressioni. Ho anche pensato di portare la mia piccola Canon, ma la mia assistente (Polly) ha sbagliato batteria e ci siamo semplicemente goduti la festa e le foto da cellulare del caro Nadav. Una volta nella vita sarebbe una festa da fare. Splendida soprattutto per chi ha qualche anno in meno e meno ore passate sotto musica battente.
In più per non perdere l’abitudine ho lasciato le chiavi del motorino attaccate, le persi a Kuta, le persi a Kata e ora Koh Phangan. Forse è la lettera K a portarmi poco bene, ma almeno in questa occasione le ho ritrovate! Benedetta K.
Un aneddoto irrinunciabile, non so se leggerlo possa esser uguale, credo di no, ma venir a sapere che la sorella di Nadav, questo la sera che l’abbiam conosciuto, abbia un ex-ragazzo in comune con mia sorella,  sapere poi che sua sorella non è proprio sua sorella, ma lui dice così perché è un amicizia così profonda che va al di la della semplice amicizia e bla bla bla… proprio come me e mia sorella. Ho riso troppo. Metteteci che vengo a scoprire questo migliaia di chilometri da casa…Che bello il mondo: sono assuefatto dal respirarlo. Lui e le sue dinamiche.
Da ricordare che qui abbiamo iniziato a chiamare con regolarità “La ignora” ogni tipo di piccolo ristorantino locale, quelli che sono in realtà baracchini, ma hanno due sedie o poco più per sedersi, dietro quell’unico fornello con padella in cui si cuoce tutto c’è sempre una signora, da qui il nome. La prima volta tirato fuori in quel di Kata.  In indonesia si chiamano Warung (con o senza sedie per sedersi), per noi in tutta l’Asia saranno sempre “La Signora”.



venerdì 13 gennaio 2012

Il primo FULL MOON PARTY del 2012


No words, Just watch it.


Video: Nadav
Montaggio: Jimi
Musica: Smells Like teen spirits by NIRVANA

martedì 3 gennaio 2012

Saluti, buon anno, ma guarda che è ancora il 2055!



I giorni scorrono abbastanza velocemente.
Così velocemente che anche quest’anno è passato. Ciao fantastico 2011, uno degli anni più belli di sempre. Inizia ad essere un po’ che sono via…
Senza stare a ricordare le meraviglie di quest’anno vorrei solo salutare i compagni di questo viaggio. La cara Nika a Hong Kong; Raymond incontrato in Malesia e poi nuovamente in Thailandia; i grandi amici spagnoli Mirko, Pepe e Juanma; l’altro spagnolo, Ruben, prima Indonesia e poi casualmente incontrato a Bangkok; i due ottimi amici italiani che non posso nominare, ma che ricordo con affetto; il gruppo spagnolo del Vietnam capeggiato da Aida; sempre in Vietnam gli amici di una notte Jack e Gareth; David, l’indonesiano/olandese a Ubud;  Sabrina, amica di Polly con cui abbiamo spartito notti e giorni a Phi Phi Island;  Jey e Sven, dall’ultima passione diving.  Sono tutti parte di questa storia, anche se avvolte soprassiedo nel raccontare dettagli .
L’ultima serata a Phi Phi è stata memorabile, con una favolosa ubriacatura di gruppo: Jey e compagna, Sven, Polly ed io. Partiti da uno spettacolo di giocoleria con fuoco sulla spiaggia dove gli interpreti son stati proprio i due amici divemaster. Proseguita poi al Rolling Stoned dove abbiamo ballato rock e grunge come matti, come merita. Spiaggia ancora, musica d’ogni tipo e lì ci siamo persi Sven, forse è l’ultima volta che lo vedrò. Continuando in quattro in chiacchiere a casa di Jey ci siamo raccontati un po’ di vita, ci siamo un po’ uniti, proprio l’ultima sera, per condire il giorno dopo di quel dispiacere che sa di fine estate, quando lasci gli amici con quella speranza di rivederti, ma sai che è qualcosa di molto sottile, molto fragile e t’allontani con un velo in più a coprire il sorriso per la nuova esperienza passata.
Una settimana a Phuket serve solo per rendersi ancora più conto che Phuket non mi piace: Almeno ho rivisto Raymond, con il quale speravo di far capodanno, ma nulla. Ho conosciuto qualche ragazzo italiano amico di Polly, amici di Roma, amici di amici e qualche serata nell’inferno di Patong è volata via.
Non riesco a capire Phuket, non foss’altro per un turismo dedicata alla Patonza, più che Patong. Spiagge belle, ma niente di stravolgente. Tempo troppo spesso incerto, puoi venire in bella stagione e trovare solo pioggia o viceversa, la Thailandia è uno di quei posti nel mondo dove non esiste più una vera e propria tabella meteo, in verità c’è ma è facilmente e spesso totalmente stravolta, non ha quasi più senso parlare di stagione delle piogge o meno, ma di fortuna, anche chiamata culo. E’ che qui di culi ce ne sono talmente tanti che ti confondi.
Ho sempre trovato brutto tempo e sommando siamo a due mesi esatti. In due mesi abbiamo raccolto nemmeno dieci giorni di fine novembre tra Bangkok e Koh Samet. Basta. Il resto è stato un po’ raccogliere acqua e tantissimo ammirare nuvole dense. Dicono la Thailandia ormai è così, capita che ti fai tre mesi di sole e poi ti capita quest’anno: Uno dei più brutti anni di sempre a condizioni meteorologiche. Non pioveva così tanto da forse cent’anni. Due anni fa,quando sono andato a Miami, non faceva così freddo lì da ottanta anni, ma il fatto con me è che ho un problema, una cosa personale con il sole. Non è la pioggia che arriva, mi sa tanto che è il sole che scappa.
Quindi nuovo anno e si prosegue, siamo in rotta per Koh Tao, isoletta che dicono splendida nel golfo. A nord di Koh Phangan e Koh Samui, le due più famose e più turistiche.
Il capodanno in sé non è stato nulla di speciale, ma siamo stati bene Polly ed io. Cena a base di pizza Margherita per me e gnocchi per Polly da Rugantino, lì a Kata. Sulla spiaggia poi a vedere una marea di fuochi d’artificio soreggiando whisky ‘n cola: Spettacolo emozionante per la quantità, ma molto pericoloso, visto che i fuochi sono tutti d’importazione cinese senza nessun controllo, accesi a caso da chiunque li comprasse e poi lì, in mezzo alla spiaggia, accanto a tutti.  Alcuni sono scoppiati a terra, altri a mezz’aria, feriti molti, soprattutto a giudicare dal numero delle ambulanze che si sentivano. Io l’ho scampata per un pelo, ma ho una bruciatura evidente a tre o quattro centimetri dall’occhio destro: Un qualcosa che è scoppiato è poi ricaduto rovente e violento esattamente sotto la mia tempia, un dolore cane. La serata è continuata prima a Karon, tra la sua spiaggia e un localetto di musica Rock, poi sulla spiaggia di Patong e quando il whisky è finito lo Jagermaister ha preso il suo posto: Mai tanto amato da me, ma in Polly ha sempre trovato una grande fan, mi pareva giusto farle compagnia…
Devo aggiungere che Karon la torvo meno carina di Kata, con una spiaggia più grande, solo nella prima la sabbia è più fina e bianca, nella seconda più gialla e morbida, a grani leggermente più grandi. La sera di Karon è più movimentata, i suoi alberghi si riempiono prima e sono inspiegabilmente più costosi. Kata, se devo stare a Phuket, è il mio posto ideale.
In questo momento ci stiamo avviciniamo Surat Thani, da dove dovremmo paertire e ci sono delle nuvole che pare notte…
Ah dimenticavo, buon anno a tutti! 

Il calendario thai segue il computo dell'Era Buddista (sasana) fa partire il conteggio degli anni dal plenilunio del mese di Vesak dell'anno 543 a.C. (anno 210 di Roma, regnante Servio Tullio), giorno in cui, secondo la tradizione, il Buddha trapassò nel mahaparinibbana, ovvero il giorno in cui Siddartha si pensà sia morto. Questo in realtà non è il primo giorno dell’anno per chi segue scrupolosamente il calendario Thai, perché il nuovo anno, il 2556 sarà il 14 Aprile! Quindi qui il capodanno è festeggiato solo per noi poveri Farang…

ERRATA CORRIGE.
Anche se tutto è iniziato un 14 Aprile, il cambio di data lo fanno corrispondere al nostro, anche se non so da quando, credo abbiano cambiato in corsa. Quindi ora è il 2055, e lo è da pochi giorni, da quando per noi è il 2012. Insomma fanno un po' come je pare....


mercoledì 21 dicembre 2011

Koh Phi Phi, le sette meraviglie e il nuovo amore

L'isola è bela, non c'è che dire,
non è una situazione paradisiaca però, perché c'è questo problema del turismo tumultuoso. Il villaggio dell'isola è piccolo è i turisti sono come mosche e purtroppo non quel tipo di turismo che piace a me, che comunque deve essere più blando. Qui è ragazzino alcolico in cerca di sesso e musica. Ovvero, con una media che rasenta i 24 anni, la sera li vedi tutti palestrati senza maglietta a fare i finti matti per le strade parlando tutti insieme con quei suoni  tipici delle scimmi e credo dicano all'unisono: Whats'up bro? Come on bro! Free drink bro? Immagina venti ragazzini palestrati, a torso nudo, abbronzati, che si muovono tutti gobbi e all'unisono, ma senza armonia ripetono ad alta voce ste cose continuamente. Sembra davvero di passare in mezzo ad un branco di scimmie. Poi la cosa strana è che qui sono quasi tutti, almeno in questo periodo, biondi, gobbi e bassini. Sembrano DAVVERO scimmie non sto scherzando. Facendo a gara a chi si è fatto il tatuaggio più brutto.
 I posti per ritirarsi sono pochi, l'ottimo Rolling Stones Bar, dove ascoltare tutte le sere ottimo rock dal vivo e bere una birra, poi ci si può spostare al Banana, un bar sul tetto, molto carino, cove purtoppo la musica (musica?) lascai un po' a desiderare, il posto ha il taglio del reggae bar, ma mette solo rap. QUindi ci passo massimo un oretta, proprio perché sennò non si può davvero fare nulla e poi ce la spiaggia, però una sera in spiaggia qui no è rilassante, è pieno di locali, musica disco e le scimmie che girano lanciando i loro volantini, ridendo in maniera sguaiata e facendo casino. La mattina è pieno di ragazzi fasciati, nasi rotti, tagli ovunque. Loro bevono, si alcolizzano senza nessuna cognizione di causa e fanno dei botti micidiali. Ogni mattiba è un tripudio di fasciature e tintura di iodio.
Ci sono altre spiagge, ma sono lontane e poco accessibili.
Maya bay, la piccola baia dove c'è la famosa spiaggia è strepitosa, bellissima, chiaramente una delle spiagge più belle del mondo. Solo che non te la puoi gustare un secondo. E' quasi difficile da vedere per tutte le barche che ci sono e tutti i turisti, non tanto in spiaggia, quanto in visita. E' davvero pazzesco. Un peccato, perché è un posto magico, che forse si potrebbe preservare regolando il turismo diversamente, non so.  Come dice Polly però, sì è un peccato, ma non potrebbe essere diversamente. Forse si, forse no. E' per loro di sicuro una miniera d'oro.  Non posso pensare a che spettacolo stiamo perdendo. E' un posto che per ora va a concludere la mia personale lista delle 7 meraviglie, immagino il clamore se l'avessi vista in silenzio e senza nessuno. Cosa che non può succedere in nessuno dei 365 giorni dell'anno.

- Halong bay
- Sahara
- Maya bay
- El gizra
- Gunung kawi
- Soroa
- Marettimo

Tolto il primo posto e forse il secondo, gli altri posso variare in base al mio stato d'animo, in quanto a posizioni. Raily stava per scalzare Marettimo, sono sincero, ma rimane così un po' per affetto, un po' perché Raily come "costruzione" è simile a Maya e Halong. Raily e Uluwatu, perché anche quel posto è stato in lizza) entrano nella stand by list personale.

Di mio ho trovato il modo per passare bene il tempo qui, altrimenti dopo tre giorni, hai visto l'isola e scappi. Mi sono innamorato. NOn di una donna ma di un'attività. Scuba diving.
LE immersioni sono una cosa fantastica. Attendevo di essere in Thailandia per provare e la prova è diventata parte della vita. Ho fatto i due corsi base, attendo di andare a Koh Tao per proseguire il terzo corso e so che diventerò Divemaster, non ora perché devo finire Laos Cambodia devo andare a in Australia, ma dopo. Finito questo torno e per qualche mese questa sarà la mia vita. Sott'acqua, perché c'è tanta magia li sotto. Perché il giorno che ho visto e visitato il relitto di un traghetto a largo di Phi Phi il island, entrandoci dentro, scattare qualche foto, vedere quell'immensa fauna è stato uno dei giorni più belli della mia vita, quasi come lo scudetto della Roma, il giorno della mia Laurea, il giorno che ho visitato Halong Bay, quando ho dormito nel deserto. Uno di quei giorni che non dimenticherai mai. Ne voglio altri. Voglio specializzare la mia fotografia. Voglio respirare sott'acqua ancora a lungo. Mi fermerò, ma non so ancora dove, forse Koh Tao, forse Koh Phi Phi, forse un altro posto. Intanto qui sotto metto un piccolo video, pochi secondi, fatti con la compattina mentre attraversavo la pancia del relitto, il King Cruiser. Devo ringraziare il mio istruttore della Viking Divers, svizzero francofono che non mi era simpatico i primi minuti, ma si è rivelato subito un ottimo ragazzo e un fantastico istruttore. Forse ci rincontreremo per altre immersioni. Ciao Jey.





giovedì 15 dicembre 2011

THAILAND AGAIN




Sono tornato. Come promesso.
Rientrati in Thailandia il 21 Novembre ci siamo dedciati alla sua capitale con discreta perizia, tralasciando qualche monumento, solo qualcuno e cercando di respirare al meglio la sua aria, il suo sudore.
Bangkok si sta ora leccando le ferite lasciate dall’allagamento recentissimo, ancora si vedono sacchi in giro preventivi e l’acqua è rimasta poco solo al nord dove i problemi erano davvero grandi. Per questo ho dovuto saltare il suo mercato più bello, Chatuchack, assaggiando avidamente almeno quello di Chinatown. Non è facile raccontare Bangkok perché è una città che conoscono in tantissimi, per questo non mi soffermo più di tanto.
E’ caotica, tanto caotica, estremamente colorata, regno dello shopping a bassissimo costo (ho trovato finalmente il tanto cercato anello con teschio in argento, strepitoso). Bangkok mi piace tanto, turistica, ma di un turismo anche particolare. Gira tanta gente strana da queste parti, quello strano che mi piace, oltre al banale turista e al “mignottaro” ci sono molti viaggiatori e moltissimi expat stabilitisi in qiesta splendido angolo di mondo.  Non conscendo il luogo a priopri abbiamo scelto il punto più turistico, Khao San Road. L’ho apprezzata moltissimo, nonostante il turismo i prezzi sono davvero bassi rispetto al resto della città, si dorme bene per poco e si mangia altrettanto bene per pochissimo. M’aspettavo il posto più caro della Thailandia e forse, tolto il nord, è il più economico.
Ho incontrato un amico che si è trasferito qui dopo anni di visite ed è entusiasta, questo è il suo paese dice e questa la sua città, lpincontro era previsto sin dalla scorsa volta ceh son venuto. Non previsto e quindi fantastico è stato l’incontro con un ragazzo conosciuto in Indonesia, queando ero nel paradiso della mia piccola isoletta: Ruben. Abbiamo passato un paio di serate almeno insieme, con il carissimo gruppo di Barcellona, parlando di lavori futuri e dell’Australia. Convinto che lo avrei rincontrato probabilmente laggiù è stato stranissimo rivederlo di fronte ad una bancarella di Pad thai qui a Khao San. Un'altra serata passata insieme a pralare dell’Australia che per lui p giù stata e per me sarà.
Non è facile per me esser preda di un posto turistico, eppure mi sono innamorato di Khao San road e del suo mercatino e dei suoi turisti e delle sue cavallette fritte. La colorata Soi Cowboy, presidio di zoccole e turisti un po’ più tristi, m’ha un po’ deluso, non male da fotografare visti i colori ,ma niente di più.
Incantevole Bangkok, magica Bangkok. Piena e strapiena di puttane e di seveneleven.
Non mi sono dato alla fotografia pazza Ho respirato, come dicevo, la capitale del regno e mangiata e scoperta e gustata. Digerita poi. Mi piace. Passati tranquilli sette giorni abbiamo fatto una pausa di un giorno a Pattaya in direzione Koh Samet. Pattaya è il più grande puttanaio che abbia mai visto in vita mia. Sia per quantità che per qualità. Una soy cowboy all’ennesima potenza, dove principalmente vedi turisti russi e poi il resto. Un’inversimile quantità di sesso a pagamento, quadretto indimenticabile una fanciulla con cartello rosa, seduta e stanca. Sul cartello c’era scritto: Please Fuck me. Lo chiede per favore,  eppure devi portare bath in dono. Koh Samet poi, decisa delusione. T’aspetti di più da un isola Thailandese. Non male per carità, ma un isola che puoi trovare ovunque, divertente da girare con lo scooter causa una strada che la taglia a metà davvero disastrata e ti fa sembrare d’aver intrapreso un cross country dal sapore siamese. Discrete spiagge, grazie a Nostro Signore vuote perché i turisti, qui ci sono tra i peggiori turisti, quelli più scemi, sono tutti ammassati su un'unica spiaggetta al nord, la più brutta anche se fosse vuota. Gente stipata in terza fila con l’ombrellone, quando la spiaggia diventa più bella e vuota a circa cento metri più in lò. Davvero difficile comprendere certe scelte. Hanno paura di sentirsi soli?
Koh Samet e Pattaya sono posti davvero più “expensive” rispetto a Bangkok, ma sempre tutto affrontabile.
Si ritorna dopo soli quattro giorni a Bangkok, sosta per un altro paio e giù a Hua Hin, a trovare lo zio di Polly, a cambiare un po’ i bagagli (abbiamo lasciato li la grande valigia che ora è in direzione Italia), in vista dell’Australia. Dovevamo fermarci solo tre giorni, fare una serata di pizza e via. Purtoppo come per magia, ancora una volta in questa piazza prendo la febbre. Ci risiamo e stavolta davvero forte. Quattro giorni, con i primi due affrontando 39° ch con questo caldo sono davvero duri. Passano velocemente, menomale e giù verso nuove mete soleggiate e desiderate.
Krabi, precisamente Raily beach è MERAVIGLIOSA. Una delle spiagge più belle mai viste in vita mia. Dico male, non la spiaggia in sé, che adir il vero è più bella quella accanto, Tonasi Beach, ma tutto il luogo. E’ favoloso, ricorda Halong bay, meno impressionante, ma
 con un mare più bello e una costa più clorata colorata, con forti tinte d’arancio. Meta per gli scalatori; mi sfiora l’idea di fare un corso veloce di un giorno di scalata, ma devo salvare i soldi per un corso che farò a Phi Phi Ilsand: Quello per immergermi con la mia Canon e fare foto anche lì sotto…
Raily è uno dei posti più costosi della Thailandia, un posto più da ricchi, ma riesci a ritagliarti un po’ di vita backpacker se sai muoverti. Un bungalow 500 Bath qui è una rarità, ma siamo riusciti a cavarcela. Due giorni di visita in questo paradiso terrestre. Davvero un posto da non perdere. Solo per una visita, perché in fin dei conti è noioso. Noioso, ma bellissimo. Ci fossero bungalow proprio sulla spiaggia potrei rimanere un anno sia chiaro…
Ripartiamo ancora verso il posto più turistico e ambito della Thailandia, lo aspettavo da tanto tempo, l’ormai mitica Koh Phi Phi, resa tale dal film “The beach” di Leonardo di Caprio al termine dell’ultimo millennio. In vero poi non si sta su quell’isola, ma sulla sua sorella maggiore (Phi Phi Doh), quella spiaggia è Maya bay e si trova nella Phi Phi più piccola (Phi Phi Leh).
Qui mi fermerò un po’, per il corso di immersione, per riposare le stanche (?) membra, per prendere il mio meritato sole .
Non devo dimenticare di raccontare i giusti aneddoti:
Arrivato a Krabi faccio un bel botto incespicando sullo zaino fotografico, non male sia il dolore che la spettacolarità dell’evento che stranamente non suscita ilarità, ho seguito i capitombolo di Polly all’uscita da Pattaya (caduta con lo zaino più grosso di lei) che aveva comunque seguito un mio primo a Bangkok, più leggero, uscito dal bagno. Faccio il bis a Tonsai beach con il mio Iphone. Ancora in acqua. Ancora dimenticanza nella tasca del costume. Non dovevo entrare in acqua, solo fare un piccolo passaggio, ma l’acqua era più alta del previsto e io mi ero dimenticato momentaneamente che il mio secondo Iphone non era in borsa. Faccio anche un triplete delle cadute, ieri notte, dal letto, forse causa sogno non so, ho avuto la prontessa nella caduta di evitare di atterrare sul computer, almeno questo danno è scampato!

domenica 28 agosto 2011

Saluti e a presto.

In un momento di noia serale abbiamo deciso infine di affondare un po' i denti nella giuguare di Patong, per assaggiare, sebbene da un passo, indietro la sua corruzione sessuale e la sua notte brava. trasgressiva ai limiti del piacevole, ma gustosamente carica di colori, di alcool e di visi d'ogni tipo. Donne non sensualmente nuda in ping pong show he molti conoscono, ammetto chè qualcosa da cui davvero non sono attratto, anche rispettando chi può trovare divertimento in questi spettacolini. Non male d'insieme comunque, una serata fivertente, da tornarci quando zaremo nuovamente qui.
Ora lasciamo questa Thailandia davvero troppo bagnata, con una consapevolezza: Io,della Thailandia, voglio le piccole isole. Quello è il paradiso siamese che mi attende fra un paio di mesi, ora capatina nella capitale malese e poi via in polinesia: Jakarta e la sua Giava per per poi la bella Bali. Lasciamo questa thailandia un po'annoiati, sapendo che qui il pollo è eccezionale , ma il manzo assolutamente no; i thailandesi sono mediamente più simpatici dei cinesi, la cui cucina è però immensamente più ricca.
Torno Thailandia, non temere, ho ancora da scoprire tutto di te, delle tue isole gioiello e della tua caotica Bangkok.

Inviato da iPhone

venerdì 26 agosto 2011

9 parti d'acuqa - 1 di patong. Mescolare al vento.


Qui è dura, piove sempre. Noi siamo a Kata, un villaggetto tranquillo e molto carino a sud dell'isola.
Se continua così facciamo un salto a Bangkok, magari una settimana corta e poi via in Indonesia. Al sole per tornare in questo paradiso quando sarà paradiso. Così niente isole,niente spiagge e pochi giri, solo pioggia torrenziale. Abbiamo affittato un motorino per girare un po’, ci sembrava una giornata almeno decente. Appena mi hanno consegnato le chiavi, in quel medesimo istante è iniziata la danza della pioggia. Da parte delle nuvole, non la mia.
E giù sempre più forte mentre ci dirigevamo a Patong: Vento e pioggia sembravano sfidarci mentre affrontavamo decisi tornanti, salite e discese stile montagne russe. Un acqua che sembrava venir giù direttamente a secchiate, ci si è messo tutto il colonnato di ogni religione del Siam. E’ smesso nell’istante in cui ci siamo fermati perché era troppo e ha ripresa nell’istante in cui ci siamo rimessi in sella. A Patong giretto veloce sotto la pioggi, pranzetto fugace e via con l’aria nella testa di que caos notturno che a Paton è scritto praticamente in ogni angolo. E’ tutto spento di giorno, ma si legge nell’aria che la sera è … Il Panico. Ci dobbiamo tornare. Voglio provare questo caos infernale che sa di corruzione, puttane, droga e turismo. 

mercoledì 24 agosto 2011

Il viaggio notturno verso phuket

Indescrivibile. Oddio proprio indescrivibile no, perchè ora vadi proprio a descriverlo...
il pullman per pìPhuket, è una cosa che ti toglie il fiato. 35 euro in due, sapendo che è un confort, ovvero uno di queinpullman più comodi, dove i sedili si stendono. almeno avevo capito così ed io tutto tronfio spiegavo alla mia polly che sarebbe sicuramente stato come quegli ottimi bus brasiliani, dove i sedili diventano praticamente letti...
Il pullman è in ritardo e io suono la mia chitarra cercando gli accordi di giardini di marzo. Trovo qualcosa, ma arriva il benedetto bus/pullman/corriera con ventu minuti di ritardi. I letti non si sdraiano del tutto, cmq sono larghi, comodissimi e si stendono molto. hanno il vibromassaggio incorporato a 3 velocità. ci sono televisori personali con diversi film, credo alcuni cmq in thai, musica e altre fesserie. un wi fi che per ora nn sembra funzuonare... ma ok, nn fa nulla. acqua e cibo. Una cosa favolosa. ad accoglierci un gentilissimo trans. Voglio vedere se in italia un trans può lavorare con questa disunvoltura...  Qui si usa il termine Ladyboy o in Thai Gatoi.
Detto questo siamo appena stati fermati dalla polizia, ma credo sia un controllo di routine, anzi no è un enorme posto di blocco che ha fermato il traffuco per far passare alcune volanti. Si riparte. destinazione phuket in un confort con echi arabi e prezzi cinesi.
Chi l'avrebbe mai detto...

Inviato da iPhone

Prima truffa perpetrata dalla polizia.


Come ogni viaggio che si rispetti, appena abbandonato il paese occidentalizzato è arrivata la prima truffa da parte della polizia locale. Per un insieme di motivi, chiaramente nessuno valido e chiaramente nessun verbale: Dazio intascato. Sorriso beffardo il mio, pagando quella piccola tassa infame, miseri 400 bath, dieci euro. Ho cercato il più possibile di mostrare l'espressione di chi fa l'elemosina mostrando una certa pena. Purtoppo, sotto certi profili, davvero tutto il mondo è paese...

Aneddoto divertente. Oggi sono andato a comprare la Singha, la mia birra Thai a al 7eleven. Non l'ho fatto perché pare sia vietato comprare birra, almeno in quella area fino alle 17. Tipo dalla mezza alle 17. MA farà ridere sta cosa? Non puoi comprare birra di pomeriggio. Senza alcun problema sono andato ad un baracchino losco pochio metri più in la e la birra mi è stata venduta senza batter ciglio. Stranezze.

martedì 23 agosto 2011

La febbre e l'omeopatia in viaggio.

Passato il secondo giorno di febbre.... Passata la febbre.
Mi vanto sempre che quando sono in viaggio non mi ammalo mai. In realtà è la seconda volta ceh prendo la febbre. La prima fu febbraio 2010. La fortuna è che da quando uso l'omeopatia in luogo della medicina tradizionale (abbinata a saltuarie aspirine americane) la febbre dura sempre davvero poco. In Italia sto male tre volte l'anno. All'estero non più di una. Ottimo.
Ieri è stata un giornata di febbre più seria, oggi più che altro è stato uno sfebbrare e riprendermi. Ho trovato anche il tempo per andare a comprare i biglietti del bus. Domani si parte... Phuket!
Stiamo valutando come proseguire il viaggio, gli itinerari cambiano velocemente a seconda del clima, delle persone che incontriamo e ci parlano di luoghi, e delle idee che si aggiungono.
Come ho scritto nel post Paleo 1992, sto leggendo questo favoloso libro di Giorgio Bettinelli. E' una droga, ma soprattutto è pericoloso, perché mi istiga a viaggiare ancor di più, a farlo ancor più in maniera zingara, a vedere ancora più posti. Ho però la responsabilità di chi mi è accanto, alcuni viaggi non sono prudenti da intraprendere con una donna al fianco, ma non rimpiango nulla, la gioia di poter condividere alcune di queste emozioni è comunque impagabile.
La giornata è passata abbastanza velocemente, tra il mal di gola che si affievoliva, la febbre che è andata via con  gli ultimi sudori (necessito ferocemente di una doccia!), un po' di dita che ballano faticosamente sulle corde della mia nuova acustica da battaglia e le idee e le "fantasticazioni" sui prossimi viaggi e luoghi: Principalmente oggi ho fantasticato sul Sudamerica e su un viaggio futuro che farò al termine di questo.  Ho seriamente intenzione di acquistare un Bully della VW, adattarlo e fare un bel giro, magari un giro del mondo o cmq un viaggio che duri un paio d'anni come minimo. Scrivendo ancora di tutto e fotografando il più possibile. Immagino che dovrei trovare uno sponsor per tutto questo, qualcuno che pubblichi i miei racconti? O le mie foto... bah... vedremo. Intanto domani si prosegue verso la bella Phuket, sperando in un po' di mare. Gli unici due giorni adatti al mare ho avuto la febbre. DA domani sto bene, ma da domani torna la pioggia. Si prosegue dunque... In sella alla mia canon.
 Link delle foto:
Qui il mercato del cibo di Hua Hin http://www.flickr.com/photos/gianlucacasaccia/sets/72157627358374647/

e sul blog fotografico potete trovare un servizio fatto su alcuni incontri di Thai Boxe al Thai Boxing Garden di Hua Hin, ma ora che ci penso è postato anche qui sotto... :)



Thai Boxing GArden - Mooay Thai

Giusto un minuscolo video al volo dello spettacolo di due sere fa...


Se volete vedere le foto del servizio andate qui: